Campania

Tifoso colpito con una mazza dopo Puteolana-Portici, Mario Spedaliere è in fin di vita: «Ha due figli e la moglie incinta, dai medici nessuna speranza»

Martina Francione
Tifoso colpito con una mazza dopo Puteolana-Portici, Mario Spedaliere è in fin di vita: «Ha due figli e la moglie incinta, dai medici nessuna speranza»
Mario Spedaliere
Lotta tra la vita e la morte Mario Spedaliere, il tifoso del Portici di 34 anni brutalmente aggredito al termine della partita di Eccellenza contro la Puteolana, disputata domenica 25 ottobre allo stadio Domenico Conte di Pozzuoli. L'uomo sarebbe stato colpito violentemente alla testa con una mazza da baseball o una spranga mentre stava tornando a casa. Sottoposto a un delicato intervento chirurgico, si trova ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. La prognosi è strettamente riservata.

Sono ore di angoscia per la famiglia del 34enne, padre di due bambini e con un terzo figlio in arrivo. Intanto proseguono le indagini della Polizia di Stato e dei Carabinieri per ricostruire la dinamica dell'aggressione e individuare chi abbia materialmente colpito il giovane.

Violenti scontri dopo Puteolana-Portici, Mario Spedaliere in coma dopo l'aggressione: otto ultras denunciati

La violenza si è scatenata domenica 25 ottobre, al termine della partita del campionato di Eccellenza tra Puteolana e Portici, conclusasi con la vittoria degli ospiti per 2-0. Secondo una prima ricostruzione, un gruppo di ultras con il volto coperto, alcuni dei quali armati di mazze, avrebbe preso di mira i sostenitori del Portici che stavano lasciando lo stadio per fare ritorno a casa.

L'assalto si sarebbe verificato nei pressi degli accessi alla Tangenziale, nella zona di Arco Felice, dove alcune vetture dei tifosi ospiti sarebbero state raggiunte dagli aggressori. Durante gli scontri, Mario Spedaliere sarebbe stato colpito alla testa con un oggetto contundente, probabilmente una mazza da baseball o una spranga.

L'impatto gli ha provocato gravissime lesioni, rendendo necessario il trasporto immediato all'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Il 34enne è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e si trova attualmente in coma farmacologico. Le sue condizioni restano estremamente critiche.

La sorella di Mario Spedaliere: «Ha due figli e la moglie è incinta, non può morire» 

A raccontare il dramma che sta vivendo la famiglia è stata la sorella del giovane, che attraverso un video diffuso sui social ha lanciato un appello alla persona responsabile dell'aggressione. «Mio fratello è in fin di vita, è in coma, non ci hanno dato nessuna speranza, ti devi costituire», ha dichiarato la donna.

Parole pronunciate nel pieno della disperazione, mentre i familiari attendono notizie sulle condizioni di Mario. «Non si può fare questo per una partita di calcio. Vogliamo giustizia», ha aggiunto la sorella.

La donna ha poi ricordato la situazione familiare del 34enne, sottolineando che a casa lo aspettano due figli e la moglie, attualmente incinta. «Spero che mio fratello esca vivo dall'ospedale. Ha due figli a casa e la moglie è incinta. Non si può morire così». Un appello che ha suscitato profonda commozione e che è stato rilanciato anche attraverso i canali social del Portici Calcio. 

Il padre accusa: «La sicurezza poteva essere gestita meglio»

Sulla vicenda è intervenuto anche Massimo Spedaliere, padre del tifoso gravemente ferito, che ha sollevato interrogativi sulla gestione della sicurezza prima e dopo l'incontro. In una dichiarazione a Teleclub, l'uomo ha criticato le modalità con cui sarebbero state organizzate le uscite delle due tifoserie.

«Le forze dell'ordine potevano gestire meglio la sicurezza nello stadio e soprattutto all'esterno dello stadio: non si fanno uscire le tifoserie ospiti pochi minuti dopo quella casalinga senza scorta. Secondo me qualcosa è andato storto».

Il padre ha quindi rivolto un appello agli investigatori affinché venga individuato il responsabile dell'aggressione. Le sue dichiarazioni rappresentano una denuncia della famiglia: eventuali criticità nell'organizzazione dei servizi di ordine pubblico dovranno essere verificate dalle autorità competenti.

Indagini sugli scontri a Pozzuoli 

Le indagini sono condotte dalla Polizia di Stato, con il coinvolgimento della Digos di Napoli, del Commissariato di Pozzuoli e dei Carabinieri. Gli investigatori stanno analizzando le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo testimonianze per ricostruire l'intera sequenza degli eventi.

L'attenzione si concentra su una decina di persone che avrebbero partecipato agli scontri e che potrebbero fornire elementi utili per individuare l'autore del ferimento. Secondo quanto riportato da alcune testate locali, otto ultras della Puteolana, residenti a Pozzuoli, sarebbero già stati denunciati per rissa. Tra loro figurerebbero anche alcuni minorenni.

Le verifiche proseguono per accertare le responsabilità individuali e individuare chi abbia materialmente colpito Mario Spedaliere. Le eventuali responsabilità penali restano da accertare nelle sedi competenti.

La condanna di Portici e Puteolana: «La violenza non è tifo»

Sull'aggressione sono intervenute anche le due società sportive coinvolte nell'incontro. Il Portici 1906 ha espresso ferma condanna per gli episodi di violenza, chiedendo alle autorità di fare piena luce sull'accaduto e individuare i responsabili.

«In questo momento, il nostro pensiero è rivolto esclusivamente al nostro tifoso Mario. Il Portici 1906 è al fianco della sua famiglia e si stringe attorno a loro con tutto il proprio affetto e la propria solidarietà».

La società ha ribadito che la rivalità sportiva deve rimanere confinata al terreno di gioco, senza trasformarsi in aggressioni capaci di mettere in pericolo la vita delle persone. Altrettanto dura la posizione della Puteolana 1902, che ha condannato gli scontri verificatisi al termine della gara.

«La violenza non è tifo, non è appartenenza, non è rivalità sportiva. È una negazione dei principi fondamentali sui quali lo sport deve fondarsi». Il club flegreo ha inoltre espresso fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine, auspicando l'individuazione di tutti gli eventuali responsabili.

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