Salerno, Porta Ovest nel mirino dell'opposizione: "Contestazioni su costi, autorizzazioni e iter progettuale"

Il progetto Porta Ovest di Salerno torna al centro del dibattito politico cittadino. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella mattinata di lunedì 26 ottobre a Palazzo di Città, i gruppi consiliari di AVS, Movimento 5 Stelle e Salerno Democratica hanno illustrato una serie di osservazioni sulle criticità e sulle incongruenze dell'intervento avviato dal Comune nel 2007.
Secondo le considerazioni emerse durante l'incontro, le successive modifiche avrebbero alterato in maniera rilevante l'impostazione iniziale. Nel tempo, infatti, la realizzazione dell'opera si sarebbe progressivamente discostata dalle finalità originarie, compromettendo la coerenza complessiva dell'intervento.
Sulla questione intervenne anche l'ANAC che, in una comunicazione del 2022, evidenziò l'importanza di portare a termine le opere accessorie secondo la programmazione stabilita. In assenza dei necessari raccordi, infatti, le gallerie avrebbero rischiato di rimanere sostanzialmente prive di una concreta utilizzabilità.
Per completare gli svincoli e i raccordi, nel 2023 è stato sottoscritto un ulteriore contratto, sostenuto da un finanziamento di circa 43 milioni di euro. Il valore dei lavori previsto dall'accordo ammontava a circa 29,6 milioni di euro, al netto dell'IVA. L'allungamento dei tempi e l'aumento delle risorse impiegate avrebbero contribuito a mantenere l'infrastruttura in una condizione di incompleta funzionalità.
Tra i soggetti interessati figuravano la Soprintendenza, l'ANAS e l'Autorità di Sistema Portuale. L'amministrazione avrebbe considerato acquisito il loro assenso in forma tacita, ma secondo le osservazioni presentate tale interpretazione non poteva essere applicata automaticamente, considerata la rilevanza delle valutazioni mancanti e gli orientamenti giurisprudenziali consolidati.
Alla base della decisione vi sarebbero state le riserve espresse dal dirigente della mobilità in merito alla legittimità del progetto e alla procedura adottata, oltre alle problematiche di carattere tecnico e gestionale già emerse.
Le obiezioni, secondo quanto illustrato durante la conferenza stampa, non si limitavano alla configurazione delle rotatorie o alle scelte ingegneristiche, ma investivano la possibilità stessa di approvare l'intervento e avviare gli espropri in presenza delle criticità riscontrate.
Anche la successiva progettazione delle rotatorie, pensata per risolvere le problematiche legate alla viabilità, sarebbe stata interessata da ulteriori contestazioni di natura tecnica, amministrativa e ambientale.
Prima di proseguire con l'intervento, secondo le valutazioni esposte dall'opposizione, sarebbe quindi necessario definire con precisione le responsabilità gestionali, verificare l'adeguatezza delle soluzioni stradali individuate, completare gli approfondimenti ambientali e paesaggistici, ottenere i pareri richiesti e superare le questioni procedurali e contrattuali ancora aperte.
Salerno, Porta Ovest nel mirino dell'opposizione: "Contestazioni su costi, autorizzazioni e iter progettuale"
Il progetto Porta Ovest torna al centro del dibattito politico cittadino. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella mattinata di lunedì 26 ottobre a Palazzo di Città, i gruppi consiliari di AVS, Movimento 5 Stelle e Salerno Democratica hanno illustrato una serie di osservazioni sulle criticità e sulle incongruenze dell'intervento avviato dal Comune nel 2007.Dall'idea originaria alle modifiche progettuali
Nel 2007 l'amministrazione comunale di Salerno promosse il concorso internazionale di idee denominato «Salerno Porta Ovest», concepito per rendere più agevole la circolazione nell'area portuale e migliorare il collegamento con il viadotto Gatto. La proposta selezionata non venne però realizzata nella sua interezza. L'intervento fu circoscritto alle opere stradali, alle quali vennero destinate tutte le risorse economiche disponibili.Secondo le considerazioni emerse durante l'incontro, le successive modifiche avrebbero alterato in maniera rilevante l'impostazione iniziale. Nel tempo, infatti, la realizzazione dell'opera si sarebbe progressivamente discostata dalle finalità originarie, compromettendo la coerenza complessiva dell'intervento.
La divisione dei lavori in due fasi
Nel 2012 venne illustrato un progetto esecutivo profondamente differente da quello iniziale, articolato in due distinti lotti: il primo riguardante la costruzione delle gallerie e della viabilità, il secondo destinato agli svincoli e ai collegamenti, comprese le rotatorie previste nell'area del nodo Cernicchiara.Sulla questione intervenne anche l'ANAC che, in una comunicazione del 2022, evidenziò l'importanza di portare a termine le opere accessorie secondo la programmazione stabilita. In assenza dei necessari raccordi, infatti, le gallerie avrebbero rischiato di rimanere sostanzialmente prive di una concreta utilizzabilità.
Incremento delle spese e ritardi nella realizzazione
Le stime iniziali indicavano una spesa complessiva di circa 116 milioni di euro e una durata dei lavori inferiore ai due anni. Nel corso del tempo, tuttavia, l'investimento è aumentato fino a raggiungere circa 200 milioni di euro, mentre la realizzazione si è protratta per oltre tredici anni.Per completare gli svincoli e i raccordi, nel 2023 è stato sottoscritto un ulteriore contratto, sostenuto da un finanziamento di circa 43 milioni di euro. Il valore dei lavori previsto dall'accordo ammontava a circa 29,6 milioni di euro, al netto dell'IVA. L'allungamento dei tempi e l'aumento delle risorse impiegate avrebbero contribuito a mantenere l'infrastruttura in una condizione di incompleta funzionalità.
I dubbi sui pareri degli enti coinvolti
Un'altra questione evidenziata riguarda il procedimento seguito dal Comune per acquisire i pareri degli enti che, pur essendo stati convocati, non avevano preso parte alla conferenza dei servizi del 15 aprile 2025.Tra i soggetti interessati figuravano la Soprintendenza, l'ANAS e l'Autorità di Sistema Portuale. L'amministrazione avrebbe considerato acquisito il loro assenso in forma tacita, ma secondo le osservazioni presentate tale interpretazione non poteva essere applicata automaticamente, considerata la rilevanza delle valutazioni mancanti e gli orientamenti giurisprudenziali consolidati.
Delibera ritirata due volte nel 2025
Nel corso del 2025 l'amministrazione tentò in due occasioni di portare all'esame del Consiglio comunale la deliberazione relativa al vincolo preordinato all'esproprio. Entrambe le volte, però, la proposta venne ritirata.Alla base della decisione vi sarebbero state le riserve espresse dal dirigente della mobilità in merito alla legittimità del progetto e alla procedura adottata, oltre alle problematiche di carattere tecnico e gestionale già emerse.
Le obiezioni, secondo quanto illustrato durante la conferenza stampa, non si limitavano alla configurazione delle rotatorie o alle scelte ingegneristiche, ma investivano la possibilità stessa di approvare l'intervento e avviare gli espropri in presenza delle criticità riscontrate.
Le questioni ancora da risolvere
Tra i principali elementi problematici individuati dai gruppi consiliari figurano la mancata integrazione funzionale delle opere, la scarsa chiarezza nella ripartizione delle responsabilità e le lacune nell'iter autorizzativo. La realizzazione delle gallerie senza il completamento dei collegamenti indispensabili viene indicata come la manifestazione più evidente delle difficoltà incontrate dal progetto.Anche la successiva progettazione delle rotatorie, pensata per risolvere le problematiche legate alla viabilità, sarebbe stata interessata da ulteriori contestazioni di natura tecnica, amministrativa e ambientale.
Prima di proseguire con l'intervento, secondo le valutazioni esposte dall'opposizione, sarebbe quindi necessario definire con precisione le responsabilità gestionali, verificare l'adeguatezza delle soluzioni stradali individuate, completare gli approfondimenti ambientali e paesaggistici, ottenere i pareri richiesti e superare le questioni procedurali e contrattuali ancora aperte.

