Cronaca

Angri, accusata di aver evirato l'ex compagno nel sonno: la donna chiede scusa, ma i legali della vittima contestano

Carla Castellano
Angri, accusata di aver evirato l'ex compagno nel sonno: la donna chiede scusa, ma i legali della vittima contestano
Tribunale di Nocera Inferiore

Ha chiesto scusa all'ex compagno e si è detta disponibile a lavorare per risarcirlo, ma le sue parole non hanno convinto i legali della vittima. È quanto emerso da una recente udienza del processo in corso al Tribunale di Nocera Inferiore a carico di una 35enne bengalese, accusata di aver evirato nel sonno l'ex compagno, un uomo residente ad Angri.

Le scuse dell'imputata e la posizione dei legali

Secondo quanto riferito dagli avvocati delle parti civili, durante l'udienza la difesa della donna ha tentato di approfondire un presunto litigio precedente all'aggressione. Le relative richieste istruttorie, contestate dalle parti civili, sono state dichiarate inammissibili dal Tribunale.

Successivamente, l'imputata ha chiesto, attraverso i propri difensori, di leggere una dichiarazione di scuse, manifestando l'intenzione di trovare un lavoro per contribuire economicamente al sostegno dell'uomo e della sua famiglia. Una posizione che ha suscitato la reazione dell'avvocato Angelo Pisani, difensore della vittima, e dei colleghi Francesco Paolo Laudisio e Rita Ronchi, che assistono le altre parti civili.

I legali giudicano contraddittorio il riferimento a un precedente litigio, seguito dalla proposta di risarcimento. A loro avviso, nessuna discussione può giustificare una violenza tanto grave e nessuna somma di denaro può cancellarne le conseguenze. Gli avvocati hanno inoltre espresso dubbi sulla sincerità delle scuse, sostenendo di aver colto nelle dichiarazioni della donna una maggiore attenzione alle difficoltà della detenzione rispetto alla sofferenza della vittima.

La richiesta di assistenza e protezione per la vittima

I rappresentanti delle parti civili chiedono ora alle istituzioni di garantire all'uomo assistenza sanitaria e psicologica, sostegno alla famiglia e un percorso di recupero dell'autonomia personale. Hanno inoltre manifestato preoccupazione per eventuali modifiche della misura cautelare applicata all'imputata, sollecitando un'attenta valutazione delle esigenze di protezione.

«Anche un uomo può essere vittima di una violenza devastante. Il suo dolore non vale meno», sottolineano i legali, ribadendo che le scuse non possono sostituire giustizia e assistenza concreta. Il processo prosegue davanti al Tribunale collegiale di Nocera Inferiore, chiamato ad accertare le responsabilità per l'aggressione. Per l'imputata resta ferma la presunzione di innocenza fino a un'eventuale condanna definitiva.

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