Sono stati stanziati 849,9 milioni di euro per le università statali della Campania, in aumento del 2,3% rispetto al 2025. La Federico II resta in testa, seguita da Salerno, Vanvitelli e Parthenope. Lo riporta Il Mattino.
Seguono l'Università l'Orientale, con 41 milioni di euro, l'Università del Sannio, alla quale spettano 25,5 milioni, e la Scuola Superiore Meridionale, che riceve 20,4 milioni di euro. Nel complesso, le cifre evidenziano la presenza di un sistema universitario diversificato e in grado di ottenere risorse sempre maggiori distribuite sull'intero territorio campano. I dati confermano inoltre la capacità degli atenei regionali di consolidare e incrementare il proprio peso nella ripartizione nazionale dei finanziamenti, mentre la qualità della ricerca e la capacità di sviluppare progetti assumono un'importanza crescente nelle scelte di investimento.
Per i corsi di Medicina sono stati inoltre previsti 50 milioni di euro di risorse nazionali dedicate, una somma doppia rispetto a quella stanziata nel 2025, che sarà distribuita considerando il numero degli studenti iscritti.
La Crui, guidata dalla rettrice dell'Università di Ferrara Laura Ramaciotti, ha dato «parere pienamente favorevole», evidenziando come i criteri adottati consentano di conciliare la valorizzazione del merito con la necessità di garantire stabilità economica e finanziaria agli atenei.
La Conferenza ha inoltre accolto con favore la decisione di distribuire subito le risorse, ritenendo positiva la possibilità di assicurare alle università una certezza tempestiva sulle somme disponibili per l'esercizio finanziario in corso.
Università, dalla Regione più risorse agli atenei campani: «Sistema d’eccellenza»
Aumentano ancora i finanziamenti destinati alle università della Campania, confermando il ruolo di primo piano del sistema accademico regionale anche sul fronte delle risorse statali. Il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto con cui vengono definiti i criteri per la distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario, il principale strumento attraverso cui lo Stato sostiene il funzionamento degli atenei, dalla didattica alla ricerca, fino al personale. Alle università statali campane spettano complessivamente circa 849,9 milioni di euro, con una crescita di 2,3 milioni rispetto al 2025 e del 25,6% in confronto al 2019. Un dato che conferma il progressivo rafforzamento degli investimenti destinati al comparto universitario regionale.La distribuzione
In cima alla graduatoria degli atenei campani si conferma l'Università Federico II, che riceve 408,2 milioni di euro, mantenendo il ruolo di principale polo universitario del Mezzogiorno. Al secondo posto c'è l'Università di Salerno, destinataria di 153,1 milioni, mentre all'Università Vanvitelli vengono assegnati circa 142,9 milioni. L'Università Parthenope ottiene quasi 58,9 milioni di euro, con una crescita del 5% rispetto al 2025, tra gli incrementi più rilevanti registrati a livello regionale.Seguono l'Università l'Orientale, con 41 milioni di euro, l'Università del Sannio, alla quale spettano 25,5 milioni, e la Scuola Superiore Meridionale, che riceve 20,4 milioni di euro. Nel complesso, le cifre evidenziano la presenza di un sistema universitario diversificato e in grado di ottenere risorse sempre maggiori distribuite sull'intero territorio campano. I dati confermano inoltre la capacità degli atenei regionali di consolidare e incrementare il proprio peso nella ripartizione nazionale dei finanziamenti, mentre la qualità della ricerca e la capacità di sviluppare progetti assumono un'importanza crescente nelle scelte di investimento.
Il quadro nazionale
Per il 2026, il Fondo di Finanziamento Ordinario nazionale raggiunge quota 9,415 miliardi di euro, con un aumento di 25,6 milioni rispetto all'anno precedente e del 26% rispetto al 2019. Tra le novità previste dal provvedimento figura anche un finanziamento specifico per i progetti strategici elaborati direttamente dalle università.Per i corsi di Medicina sono stati inoltre previsti 50 milioni di euro di risorse nazionali dedicate, una somma doppia rispetto a quella stanziata nel 2025, che sarà distribuita considerando il numero degli studenti iscritti.
I pareri
Prima dell'approvazione del decreto sono stati raccolti i pareri della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), dell'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) e del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (Cnsu).La Crui, guidata dalla rettrice dell'Università di Ferrara Laura Ramaciotti, ha dato «parere pienamente favorevole», evidenziando come i criteri adottati consentano di conciliare la valorizzazione del merito con la necessità di garantire stabilità economica e finanziaria agli atenei.
La Conferenza ha inoltre accolto con favore la decisione di distribuire subito le risorse, ritenendo positiva la possibilità di assicurare alle università una certezza tempestiva sulle somme disponibili per l'esercizio finanziario in corso.

