Dal 21 settembre entreranno in vigore le nuove tariffe relative a visite ed esami del Servizio sanitario nazionale. Per i cittadini che non beneficiano di esenzioni, alcune prestazioni potranno comportare una spesa maggiore.
La modifica del nomenclatore interessa circa 450 prestazioni e, sulla base delle valutazioni di Altroconsumo, potrebbe determinare un incremento dei ticket a carico dei cittadini pari a circa 27 milioni di euro ogni anno.
Per l'ecografia dell'addome inferiore va però fatta una distinzione: pur avendo una tariffa fissata a 37,80 euro, nella maggior parte delle Regioni chi non è esente versa al massimo 36,15 euro, vale a dire il limite ordinario previsto per il ticket di una ricetta.
Gli incrementi tariffari più consistenti non corrispondono necessariamente a un identico aumento della cifra versata dal paziente. Nel caso della visita cardiologica, per esempio, la tariffa cresce di 4,40 euro, ma nelle Regioni che applicano il limite di 36,15 euro il maggiore esborso effettivo può fermarsi a 2,55 euro.
Il raffronto con il 2024 mostra inoltre un incremento complessivo più marcato. Prima dell'adozione del tariffario nazionale, una prima visita specialistica aveva generalmente un prezzo compreso tra 20 e 23 euro. Successivamente la cifra era salita a 25 euro e ora viene portata a 26. In numerose Regioni, dunque, nell'arco di meno di due anni l'aumento complessivo raggiunge circa 4-5 euro.
Il nuovo sistema tariffario, quindi, non determina automaticamente un aumento della somma pagata dal cittadino per ogni prestazione. L'importo effettivo dipende anche dal valore complessivo delle prestazioni inserite nella ricetta e dal limite massimo stabilito a livello regionale.
Pertanto, un incremento della tariffa non comporta necessariamente un aumento equivalente del ticket pagato dal cittadino. Quando una ricetta ha già raggiunto il massimale previsto, una variazione della singola prestazione può non modificare quanto viene effettivamente versato allo sportello.
Il limite, inoltre, non è uniforme sull'intero territorio nazionale. I 36,15 euro costituiscono la soglia maggiormente applicata, ma esistono Regioni con massimali diversi: in Toscana il tetto è di 38 euro, in Calabria arriva a 45 euro e in Sardegna raggiunge 46,15 euro.
Ticket sanitari, dal 21 settembre cambiano le tariffe: cosa aumenta e cosa resta uguale
Dal 21 settembre entreranno in vigore le nuove tariffe relative a visite ed esami del Servizio sanitario nazionale. Per i cittadini che non beneficiano di esenzioni, alcune prestazioni potranno comportare una spesa maggiore.La modifica del nomenclatore interessa circa 450 prestazioni e, sulla base delle valutazioni di Altroconsumo, potrebbe determinare un incremento dei ticket a carico dei cittadini pari a circa 27 milioni di euro ogni anno.
Ticket sanitari, quali prestazioni aumentano
Non si tratta, tuttavia, di un rialzo generalizzato. L'analisi realizzata da Altroconsumo su circa mille prestazioni prossime alla soglia del ticket evidenzia infatti che più dell'80% mantiene il precedente prezzo. Per le prestazioni interessate dagli aumenti, l'incremento medio della tariffa è di circa 1,50 euro, mentre per numerosi esami e visite di uso frequente la maggiore spesa effettiva richiesta allo sportello si aggira intorno a un euro.Le prestazioni che non subiscono aumenti
Numerose tra le visite e gli esami più richiesti continueranno ad avere lo stesso costo. Tra queste figurano la visita specialistica di controllo, alcune radiografie, diverse ecografie e la densitometria ossea.- Visita specialistica di controllo: 17,90 €
- Radiografia del torace: 15,45 €
- Radiografia del ginocchio: 21,15 €
- Ecografia addome inferiore: 37,80 €
- Ecografia ginecologica: 30,95 €
- Ecografia muscolo-tendinea/articolare: 28,40 €
- Densitometria ossea lombare o femorale: 31,50 €
Per l'ecografia dell'addome inferiore va però fatta una distinzione: pur avendo una tariffa fissata a 37,80 euro, nella maggior parte delle Regioni chi non è esente versa al massimo 36,15 euro, vale a dire il limite ordinario previsto per il ticket di una ricetta.
Prime visite: previsto un incremento di almeno un euro
Una delle principali modifiche riguarda invece le prime visite specialistiche. La tariffa passa infatti da 25 a 26 euro, con un aumento di un euro. Il nuovo prezzo interessa, tra le altre, le prime visite neurologiche, ginecologiche, ortopediche, pneumologiche, endocrinologiche e gastroenterologiche.- Prima visita specialistica: da 25,00 € a 26,00 € (+1,00 €)
- Prima visita oculistica: da 25,80 € a 26,80 € (+1,00 €)
- Elettrocardiogramma: da 11,60 € a 12,05 € (+0,45 €)
- Spirometria semplice: da 24,00 € a 24,90 € (+0,90 €)
- Prima visita cardiologica con ECG: da 33,60 € a 38,00 € (+4,40 €)
- Agoaspirato della mammella: da 31,25 € a 36,50 € (+5,25 €)
Gli incrementi tariffari più consistenti non corrispondono necessariamente a un identico aumento della cifra versata dal paziente. Nel caso della visita cardiologica, per esempio, la tariffa cresce di 4,40 euro, ma nelle Regioni che applicano il limite di 36,15 euro il maggiore esborso effettivo può fermarsi a 2,55 euro.
Le prime visite con gli aumenti più rilevanti
Secondo i calcoli effettuati da Altroconsumo, queste sono alcune delle prime visite specialistiche interessate dai maggiori rialzi:- Cardiologica con ECG: da 33,60 € a 38,00 € (+4,40 €)
- Dermatologica/allergologica: da 25,40 € a 26,40 € (+1,00 €)
- Odontostomatologica: da 25,35 € a 26,40 € (+1,05 €)
- Otorinolaringoiatrica: da 26,20 € a 27,20 € (+1,00 €)
- Oculistica: da 25,80 € a 26,80 € (+1,00 €)
- Audiologica/foniatrica: da 22,00 € a 26,00 € (+4,00 €)
Il raffronto con il 2024 mostra inoltre un incremento complessivo più marcato. Prima dell'adozione del tariffario nazionale, una prima visita specialistica aveva generalmente un prezzo compreso tra 20 e 23 euro. Successivamente la cifra era salita a 25 euro e ora viene portata a 26. In numerose Regioni, dunque, nell'arco di meno di due anni l'aumento complessivo raggiunge circa 4-5 euro.
Visite di controllo: il prezzo non cambia
Una distinzione fondamentale riguarda prima visita e visita di controllo. Quest'ultima continua a costare 17,90 euro, senza variazioni rispetto al 2025. La differenza tra le due prestazioni non dipende semplicemente dal fatto che il paziente abbia già affrontato in passato una determinata patologia. La prima visita riguarda infatti la valutazione da parte dello specialista di un problema nuovo, di un sintomo comparso recentemente o dell'aggravamento di una condizione. La visita di controllo viene invece svolta in un momento successivo per monitorare l'evoluzione del quadro clinico, verificare la risposta alle cure oppure analizzare gli esiti degli esami.Esami strumentali: incrementi contenuti
Per numerose prestazioni diagnostiche, il nuovo tariffario non introduce variazioni. La radiografia del torace, ad esempio, resta fissata a 15,45 euro, mentre l'ecografia dell'addome inferiore continua ad avere una tariffa di 37,80 euro. L'elettrocardiogramma registra invece un incremento contenuto: il prezzo passa da 11,60 a 12,05 euro, con una differenza di soli 45 centesimi.Il nuovo sistema tariffario, quindi, non determina automaticamente un aumento della somma pagata dal cittadino per ogni prestazione. L'importo effettivo dipende anche dal valore complessivo delle prestazioni inserite nella ricetta e dal limite massimo stabilito a livello regionale.
Esami del sangue: ecco cosa cambia (e cosa no)
Anche sul fronte delle analisi del sangue, le modifiche incidono in misura limitata sui principali esami. Rimangono invariati, tra gli altri, emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo totale e HDL, trigliceridi, creatinina, TSH e VES. La variazione riguarda soprattutto il prelievo di sangue venoso, il cui costo passa da 3,80 a 4,30 euro, con un incremento di 50 centesimi.- Prelievo di sangue venoso: da 3,80 € a 4,30 €
- Emocromo: resta a 3,15 €
- Glicemia: resta a 1,00 €
- Emoglobina glicata: resta a 4,70 €
- Colesterolo totale: resta a 1,20 €
- Colesterolo HDL: resta a 1,80 €
- Trigliceridi: resta a 1,10 €
- Creatinina: resta a 1,10 €
- TSH: resta a 4,75 €
- VES: resta a 1,80 €
Il limite massimo del ticket rimane a 36,15 euro
Per comprendere l'effetto concreto delle nuove tariffe sulla spesa dei cittadini, è fondamentale considerare il tetto massimo del ticket. Nella maggior parte delle Regioni il limite previsto per una singola ricetta è pari a 36,15 euro. Se il valore complessivo delle prestazioni prescritte è di 20 euro, il paziente corrisponderà 20 euro. Se invece il totale raggiunge 50 euro, la cifra massima richiesta resterà comunque di 36,15 euro, mentre la quota eccedente sarà sostenuta dal Servizio sanitario.Pertanto, un incremento della tariffa non comporta necessariamente un aumento equivalente del ticket pagato dal cittadino. Quando una ricetta ha già raggiunto il massimale previsto, una variazione della singola prestazione può non modificare quanto viene effettivamente versato allo sportello.
Il limite, inoltre, non è uniforme sull'intero territorio nazionale. I 36,15 euro costituiscono la soglia maggiormente applicata, ma esistono Regioni con massimali diversi: in Toscana il tetto è di 38 euro, in Calabria arriva a 45 euro e in Sardegna raggiunge 46,15 euro.

