Cronaca

Inferno di sevizie a Pontecagnano: «Spogliata e frustata», il terrorizzante racconto che riapre il caso Capezzuti

Occhio di Salerno
Inferno di sevizie a Pontecagnano: «Spogliata e frustata», il terrorizzante racconto che riapre il caso Capezzuti
Emergono sconvolgenti retroscena sulla tragica fine di Marzia Capezzuti a Pontecagnano Faiano come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Nell'aula della Corte d'Assise di Salerno, Filomena D'Elia — vicina di casa della famiglia Vacchiano finita sotto processo per falsa testimonianza — ha stravolto la propria versione dei fatti, ritrattando il depistaggio del maggio 2025. La donna ha squarciato il velo di omertà raccontando le sistematiche torture subite dalla ventinovenne milanese, assassinata nel marzo 2022.

Il terrorizzante racconto che riapre il caso Capezzuti

In tribunale, la testimone ha descritto abusi agghiaccianti, riferendo di aver scorto Damiano Noschese mentre infieriva a cinghiate sulla vittima seminuda e ricordando le continue richieste di analgesici da parte di una Marzia ormai sfigurata dalle percosse.

D'Elia ha inoltre rivelato di aver tentato in passato di allertare le forze dell'ordine con segnalazioni anonime e ha ripercorso il disperato quanto fallimentare tentativo di fuga della ragazza, fermata e privata dei documenti d'identità presso lo scalo ferroviario.

Il cambio di rotta davanti ai giudici e ai legali Russo e Capaldo è stato giustificato con il clima di intimidazione instaurato da Barbara Vacchiano, figura descritta come altamente pericolosa e autrice di minacce dirette verso l'intero vicinato. La testimone ha infine chiarito i dettagli sulla notte del delitto, precisando che la ricostruzione del prelievo in auto di Marzia — compresa la tremenda frase finale della giovane terrorizzata dal buio — le fu riferita nell'immediato dalla nuora della stessa Vacchiano.
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