Guerra al business abusivo sull'immagine di Atrani: «Chi sfrutta il borgo per profitto adesso deve pagare»

Il comune di Atrani muove guerra all'indebita commercializzazione del proprio patrimonio visivo, utilizzato per campagne pubblicitarie globali o persino associato impropriamente ad altre località come riportato dal quotidiano Il Mattino.
Per arginare il fenomeno, il primo cittadino Michele Siravo ha varato un moderno disciplinare redatto da Salvatore Sica, docente dell'Ateneo salernitano, fondato sugli articoli 107 e 108 del Codice dei Beni Culturali e allineato alle recenti direttive ministeriali.
Oltre all'incasso delle spettanze — che in passato ha già fruttato somme rilevanti grazie a produzioni cinematografiche come The Equalizer — la municipalità valuterà le opportune azioni legali verso le violazioni pregresse e lancerà un concorso per la registrazione ufficiale del brand territoriale.
Per arginare il fenomeno, il primo cittadino Michele Siravo ha varato un moderno disciplinare redatto da Salvatore Sica, docente dell'Ateneo salernitano, fondato sugli articoli 107 e 108 del Codice dei Beni Culturali e allineato alle recenti direttive ministeriali.
Guerra al business abusivo sull'immagine di Atrani
Le norme non limiteranno gli scatti di visitatori, studiosi o giornalisti, ma imporranno un canone di licenza a tutti i soggetti privati che impiegheranno gli scorci del borgo per finalità di lucro. I fondi recuperati con le royalty, gestiti dall'Azienda speciale diretta da Luca Sensini, serviranno a finanziare la tutela del patrimonio locale, a partire dagli interventi sulla chiesa di San Michele Arcangelo.Oltre all'incasso delle spettanze — che in passato ha già fruttato somme rilevanti grazie a produzioni cinematografiche come The Equalizer — la municipalità valuterà le opportune azioni legali verso le violazioni pregresse e lancerà un concorso per la registrazione ufficiale del brand territoriale.




