Cronaca

Droga tra Irpinia e Agro Nocerino, la Cassazione conferma il carcere per quattro indagati

Carla Castellano
Droga tra Irpinia e Agro Nocerino, la Cassazione conferma il carcere per quattro indagati

Resta confermata la custodia cautelare in carcere per quattro degli indagati coinvolti nell’inchiesta sul presunto traffico di sostanze stupefacenti tra Irpinia e Agro Nocerino-Sarnese. La Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati nell’interesse di Mario D’Angelo, Gianluca Alfieri, Raffaele Taddio e Giulio De Feo, lasciando così invariata la decisione assunta dal Tribunale del Riesame.

L’indagine è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno e condotta dal Gico della Guardia di Finanza. Le contestazioni formulate dagli inquirenti dovranno naturalmente essere verificate nel corso del procedimento giudiziario.

La ricostruzione degli investigatori

Al centro dell’inchiesta c’è una presunta organizzazione dedita all’approvvigionamento e alla distribuzione di droga in diverse aree della Campania.

Secondo la ricostruzione investigativa, Mario D’Angelo avrebbe avuto un ruolo di primo piano nell’organizzazione e nella gestione della movimentazione di cocaina e hashish, con canali di approvvigionamento che gli inquirenti collegano anche a Spagna e Albania.

La Procura ritiene inoltre che il gruppo avrebbe fornito supporto logistico e rifornimenti alla consorteria Fezza-De Vivo di Pagani. Si tratta di elementi contenuti nell’impianto accusatorio e non di responsabilità definitivamente accertate.

Respinta anche l’eccezione sulla competenza territoriale

Uno dei punti affrontati dai ricorsi riguardava anche la competenza territoriale del procedimento.

Le difese avevano chiesto il trasferimento del fascicolo al Foro di Napoli, ma la Cassazione ha respinto l’eccezione, lasciando il procedimento nell’ambito giudiziario di Salerno.

Una precedente decisione aveva invece determinato un diverso approfondimento per la posizione di Omar El Naggar, relativamente proprio alla questione della competenza.

Giudizio immediato e richieste di rito abbreviato

Sul fronte processuale, il pubblico ministero antimafia Elena Guarino, nell’ambito dell’attività coordinata dal procuratore Raffaele Cantone, ha ottenuto il decreto di giudizio immediato nei confronti degli indagati sottoposti a custodia cautelare.

Le difese hanno manifestato l’intenzione di accedere al rito abbreviato. Resta ora da definire la data dell’udienza per la prosecuzione del procedimento.

Le contestazioni della Dda

Nella nuova formulazione dell’accusa, il presunto sodalizio sarebbe stato operativo almeno dal marzo 2025.

Gli investigatori contestano la gestione di traffici di cocaina, hashish e metanfetamine e indicano, tra gli strumenti utilizzati, utenze criptate e veicoli modificati con doppifondi e intercapedini per il trasporto delle sostanze.

Le aree che, secondo l’accusa, sarebbero state interessate dalla distribuzione comprendono territori delle province di Salerno, Avellino e Caserta.

La decisione della Cassazione riguarda esclusivamente la permanenza delle esigenze cautelari: il procedimento proseguirà nelle sedi competenti per l’accertamento delle responsabilità.

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