Si allarga lo scontro tra l’imprenditore Ciro Pisano e le associazioni ambientaliste locali. A sollevare nuovamente la questione è il presidente di Salute e Vita, Lorenzo Forte, che definisce «farneticazioni» le dichiarazioni dell’amministratore delegato delle Fonderie Pisano, intenzionato a investire sul sito di Fratte con forni elettrici solo se non riuscisse a realizzare un nuovo stabilimento decarbonizzato in zona industriale.
Forte contesta anche la sostenibilità economica e temporale delle proposte di Pisano: investire venti milioni sul sito di Fratte per poi ottenere solo un rinnovo temporaneo dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) non sarebbe credibile né efficace. La richiesta dell’associazione è chiara: chiusura definitiva dell’attività e bonifica del sito a carico della proprietà, per evitare il ripetersi di situazioni analoghe a Bagnoli, dove le attività industriali passate hanno provocato aumenti di polveri sottili e inquinanti.
L’intervento di Forte include anche un appello di solidarietà ai lavoratori delle Fonderie Pisano, in agitazione da settimane. «Dovranno essere accompagnati e reinseriti in altri contesti lavorativi, con l’aiuto del Ministero, della Regione e dei Comuni della Valle dell’Irno», precisa. L’associazione ribadisce infine che la conferenza dei servizi del prossimo 18 febbraio dovrà rappresentare la fase conclusiva della vicenda, sancendo la chiusura definitiva dell’impianto e la messa in sicurezza del territorio.
L’iniziativa di Salute e Vita si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazione civica che, accanto alle battaglie ambientali, evidenzia l’interesse per la salute pubblica, il rispetto delle normative e la tutela del territorio contro attività industriali storicamente impattanti.
Fonderie Pisano, guerra aperta sull’impianto
Secondo Forte, l’azienda continua a operare in violazione dei limiti ambientali da decenni, approfittando di norme permissive che hanno consentito all’impianto di rispettare standard di zona industriale invece che residenziale, a discapito della salute e della vivibilità dei cittadini. «Da decenni le promesse di decarbonizzazione vengono disapplicate – sottolinea – e l’attuale impianto continua a inquinare, creando rischi definiti “esiziali”». La recente condanna della gestione della vicenda da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo è citata come prova del lungo ritardo nel rispetto delle norme.Forte contesta anche la sostenibilità economica e temporale delle proposte di Pisano: investire venti milioni sul sito di Fratte per poi ottenere solo un rinnovo temporaneo dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) non sarebbe credibile né efficace. La richiesta dell’associazione è chiara: chiusura definitiva dell’attività e bonifica del sito a carico della proprietà, per evitare il ripetersi di situazioni analoghe a Bagnoli, dove le attività industriali passate hanno provocato aumenti di polveri sottili e inquinanti.
L’intervento di Forte include anche un appello di solidarietà ai lavoratori delle Fonderie Pisano, in agitazione da settimane. «Dovranno essere accompagnati e reinseriti in altri contesti lavorativi, con l’aiuto del Ministero, della Regione e dei Comuni della Valle dell’Irno», precisa. L’associazione ribadisce infine che la conferenza dei servizi del prossimo 18 febbraio dovrà rappresentare la fase conclusiva della vicenda, sancendo la chiusura definitiva dell’impianto e la messa in sicurezza del territorio.
L’iniziativa di Salute e Vita si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazione civica che, accanto alle battaglie ambientali, evidenzia l’interesse per la salute pubblica, il rispetto delle normative e la tutela del territorio contro attività industriali storicamente impattanti.

