In vista della conferenza di servizi fissata per il 18 febbraio sul riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) dello stabilimento di Fratte, l’amministratore delegato delle Fonderie Pisano, Ciro Pisano, rilancia con una proposta alternativa: investire circa 20 milioni di euro nell’attuale sito di via dei Greci per realizzare un impianto elettrificato e decarbonizzato, qualora non si individuasse un’area industriale diversa dove trasferire l’attività come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Pisano sottolinea che l’obiettivo primario resta la costruzione di un nuovo stabilimento in un’area industriale idonea. Tra le località valutate figurano Luogosano e Buccino, considerate compatibili sotto il profilo logistico e urbanistico. Tuttavia, l’iter autorizzativo e le interlocuzioni con gli enti territoriali risultano ancora in fase di definizione. In particolare, il progetto presentato per Luogosano, improntato alla decarbonizzazione e al riassorbimento del personale attuale insieme a maestranze locali, è oggetto di ulteriori approfondimenti da parte della nuova amministrazione regionale.
Il passaggio del 18 febbraio rappresenta uno snodo decisivo. L’azienda punta a ottenere il rinnovo dell’Aia per un periodo transitorio, necessario a garantire continuità produttiva e occupazionale in attesa della delocalizzazione. Secondo quanto riferito dall’amministratore delegato, l’adeguamento alle più recenti normative europee non costituirebbe un ostacolo: l’impianto, viene spiegato, rispetterebbe già i parametri richiesti, con ulteriori interventi in programma per abbattere emissioni e odori, anche attraverso l’installazione di post-bruciatori sui forni a carbone.
La riduzione dei livelli emissivi, nelle stime aziendali, potrebbe raggiungere punte del 97% in alcuni comparti, grazie al dimezzamento della produzione e all’adozione di tecnologie di controllo più avanzate. Resta centrale il tema occupazionale: l’azienda richiama l’attenzione sulla difficoltà di ricollocazione per lavoratori con età media intorno ai 50 anni e con anzianità di servizio pluridecennale.
Sul fronte istituzionale, si guarda con attenzione alla giunta regionale guidata da Roberto Fico, nella prospettiva di un accompagnamento verso soluzioni coerenti con le politiche di transizione ecologica e riconversione industriale.
Intanto, sul versante sanitario e ambientale, le associazioni Salute e Vita e Medicina Democratica hanno incontrato il direttore generale dell’Asl, Gennaro Sosto, ottenendo l’impegno alla partecipazione alla conferenza dei servizi e al rafforzamento del monitoraggio sanitario nella Valle dell’Irno. Un confronto che segna un cambio di interlocuzione rispetto al passato e che si inserisce in un dibattito ancora aperto tra tutela della salute, salvaguardia occupazionale e prospettive industriali del territorio.
Fonderie Pisano, piano da 20 milioni per Fratte
La posizione dell’azienda resta formalmente orientata alla delocalizzazione, motivata dalla trasformazione urbanistica della zona di Fratte, oggi a prevalente destinazione residenziale. Tuttavia, in assenza di soluzioni praticabili e previo assenso delle amministrazioni competenti, la società si dichiara disponibile a intervenire sull’impianto esistente per ridurne in modo significativo l’impatto ambientale. L’ipotesi prevede la riconversione tecnologica con processi a minore emissione e una riduzione della capacità produttiva fino al 50% rispetto agli attuali volumi.Pisano sottolinea che l’obiettivo primario resta la costruzione di un nuovo stabilimento in un’area industriale idonea. Tra le località valutate figurano Luogosano e Buccino, considerate compatibili sotto il profilo logistico e urbanistico. Tuttavia, l’iter autorizzativo e le interlocuzioni con gli enti territoriali risultano ancora in fase di definizione. In particolare, il progetto presentato per Luogosano, improntato alla decarbonizzazione e al riassorbimento del personale attuale insieme a maestranze locali, è oggetto di ulteriori approfondimenti da parte della nuova amministrazione regionale.
Il passaggio del 18 febbraio rappresenta uno snodo decisivo. L’azienda punta a ottenere il rinnovo dell’Aia per un periodo transitorio, necessario a garantire continuità produttiva e occupazionale in attesa della delocalizzazione. Secondo quanto riferito dall’amministratore delegato, l’adeguamento alle più recenti normative europee non costituirebbe un ostacolo: l’impianto, viene spiegato, rispetterebbe già i parametri richiesti, con ulteriori interventi in programma per abbattere emissioni e odori, anche attraverso l’installazione di post-bruciatori sui forni a carbone.
La riduzione dei livelli emissivi, nelle stime aziendali, potrebbe raggiungere punte del 97% in alcuni comparti, grazie al dimezzamento della produzione e all’adozione di tecnologie di controllo più avanzate. Resta centrale il tema occupazionale: l’azienda richiama l’attenzione sulla difficoltà di ricollocazione per lavoratori con età media intorno ai 50 anni e con anzianità di servizio pluridecennale.
Sul fronte istituzionale, si guarda con attenzione alla giunta regionale guidata da Roberto Fico, nella prospettiva di un accompagnamento verso soluzioni coerenti con le politiche di transizione ecologica e riconversione industriale.
Intanto, sul versante sanitario e ambientale, le associazioni Salute e Vita e Medicina Democratica hanno incontrato il direttore generale dell’Asl, Gennaro Sosto, ottenendo l’impegno alla partecipazione alla conferenza dei servizi e al rafforzamento del monitoraggio sanitario nella Valle dell’Irno. Un confronto che segna un cambio di interlocuzione rispetto al passato e che si inserisce in un dibattito ancora aperto tra tutela della salute, salvaguardia occupazionale e prospettive industriali del territorio.

