Cresce il fronte di opposizione al masterplan dell’Autorità portuale che prevede l’ampliamento del porto commerciale di Salerno. La mattina di ieri, negli spazi del Circolo Canottieri, si è tenuto un incontro con associazioni di categoria, operatori del mare e cittadini, durante il quale sono stati ribaditi i timori legati a un progetto ritenuto «un colpo di cemento sulla storia di una città di mare», come ha sottolineato il giornalista Enzo Ragone, promotore della mobilitazione.
La battaglia contro la cementificazione della darsena ha raccolto consensi anche tra candidati alla carica di sindaco, tra cui Vincenzo De Luca come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
A confermare i timori del comparto è Maria Pisani, che ha evidenziato come la soppressione delle attività tradizionali del porto comprometterebbe la sostenibilità economica e sociale della città. Nei prossimi giorni è previsto un incontro con il presidente dell’Authority, Eliseo Cuccaro, per discutere delle criticità mai affrontate e delle emergenze legate alle mareggiate degli ultimi anni.
La protesta coinvolge anche il mondo sportivo e imprenditoriale: Giovanni Ricco ha ricordato l’importanza del circolo per oltre 400 atleti e i legami con il turismo sportivo, mentre Francesco Cappuccio ha denunciato il rischio di scomparsa dei cantieri navali storici, con ripercussioni sulla diportistica e sulla pesca.
Tra i temi sollevati, anche l’inquinamento acustico e atmosferico dovuto al traffico di Tir sul viadotto, e le difficoltà della Travelmar nella gestione dei quasi due milioni di passeggeri annui, come ricordato da Marcello Gambardella. L’iniziativa si chiude con l’annuncio della raccolta firme e l’appello ai candidati alle amministrative affinché si facciano portavoce di una battaglia per salvaguardare ambiente, economia locale e vivibilità del territorio.
La battaglia contro la cementificazione della darsena ha raccolto consensi anche tra candidati alla carica di sindaco, tra cui Vincenzo De Luca come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Salerno, il masterplan del porto sotto accusa: imprenditori e pescatori in rivolta
A intervenire con dati precisi è stato Ivano Dionigi, che ha illustrato l’impatto economico del settore ittico salernitano: le tonnare, che costituiscono l’80% della flotta nazionale, coinvolgono quasi 500 famiglie con un indotto annuo di circa 50 milioni di euro; la pesca a strascico genera altri 15 milioni, mentre la piccola pesca circa 4 milioni, con altre 150 famiglie impiegate. Complessivamente, circa mille nuclei familiari rischiano conseguenze dirette dall’attuazione del masterplan.A confermare i timori del comparto è Maria Pisani, che ha evidenziato come la soppressione delle attività tradizionali del porto comprometterebbe la sostenibilità economica e sociale della città. Nei prossimi giorni è previsto un incontro con il presidente dell’Authority, Eliseo Cuccaro, per discutere delle criticità mai affrontate e delle emergenze legate alle mareggiate degli ultimi anni.
La protesta coinvolge anche il mondo sportivo e imprenditoriale: Giovanni Ricco ha ricordato l’importanza del circolo per oltre 400 atleti e i legami con il turismo sportivo, mentre Francesco Cappuccio ha denunciato il rischio di scomparsa dei cantieri navali storici, con ripercussioni sulla diportistica e sulla pesca.
Tra i temi sollevati, anche l’inquinamento acustico e atmosferico dovuto al traffico di Tir sul viadotto, e le difficoltà della Travelmar nella gestione dei quasi due milioni di passeggeri annui, come ricordato da Marcello Gambardella. L’iniziativa si chiude con l’annuncio della raccolta firme e l’appello ai candidati alle amministrative affinché si facciano portavoce di una battaglia per salvaguardare ambiente, economia locale e vivibilità del territorio.

