Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, dopo settimane di tensioni e prese di posizione contrapposte, sul futuro del porto commerciale si apre una fase di dialogo strutturato. L’incontro tenutosi nelle ultime ore tra il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Eliseo Cuccaro, e una rappresentanza di associazioni e comitati contrari al nuovo masterplan ha segnato un passaggio rilevante: la disponibilità dell’ente a istituire un tavolo permanente di confronto.
Il confronto con i comitati arriva in una fase ancora preliminare dell’iter amministrativo. Il nuovo strumento di pianificazione è infatti sottoposto a una serie di valutazioni e richieste di integrazione da parte dei ministeri competenti. Nonostante ciò, tra gli attivisti permane il timore che l’opera possa essere qualificata come di interesse nazionale, con il rischio di ridurre gli spazi di concertazione con il territorio.
Durante la riunione, i rappresentanti delle associazioni hanno ribadito le principali criticità già segnalate nei mesi scorsi. Tra queste, l’ipotesi di un ampliamento a mare del molo di Ponente di oltre 200 metri in direzione di Vietri sul Mare e la trasformazione della vecchia darsena attraverso una vasta cementificazione, con superfici paragonabili a più volte quelle di piazza della Libertà. Sono stati inoltre richiamati i problemi legati all’inquinamento atmosferico e acustico e alle ripercussioni sulla viabilità urbana ed extraurbana, aggravate dal traffico pesante con frequenti blocchi lungo il viadotto Gatto, snodo cruciale per i collegamenti con Cava de’ Tirreni e Vietri.
Il presidente Cuccaro ha invitato a distinguere le criticità immediate, legate alla gestione ordinaria delle attività portuali, dalle prospettive di lungo periodo del nuovo Piano regolatore. Sul primo fronte ha annunciato una serie di incontri con i concessionari per superare situazioni di disordine operativo. Per quanto riguarda la pianificazione futura, ha chiarito che non è ancora partita la progettazione delle singole opere e che il percorso decisionale passerà attraverso il Comitato di gestione, nel quale è presente anche un rappresentante del Comune di Salerno.
Non sono mancate, infine, osservazioni di carattere procedurale e occupazionale. È stato evidenziato il rischio che la variante al Piano vigente comporti la cancellazione di attività storiche presenti nella darsena, con una possibile ricaduta su circa cento posti di lavoro. Sul piano ambientale è stato ricordato che il Mediterraneo rientra ormai nelle aree Seca, con obblighi stringenti sui controlli delle emissioni e sull’utilizzo di carburanti a basso impatto da parte delle navi in porto. Il tavolo annunciato dovrebbe tornare a riunirsi nelle prossime settimane per un primo aggiornamento sullo stato del confronto
Porto, scontro sul masterplan: parte il confronto
L’obiettivo dichiarato è quello di affrontare in maniera condivisa le criticità sollevate rispetto al progetto di sviluppo dell’area portuale, un piano che, secondo i promotori della protesta, potrebbe determinare modifiche profonde all’assetto attuale e incidere anche su tratti sensibili della costiera amalfitana. Al centro della discussione sono finiti sia il Piano regolatore portuale del 2021, che prevedeva interventi di aggiornamento senza trasformazioni radicali, sia la variante del 2024, trasmessa al Ministero dell’Ambiente dalla precedente governance dell’Autorità e oggi ereditata dall’attuale presidenza.Il confronto con i comitati arriva in una fase ancora preliminare dell’iter amministrativo. Il nuovo strumento di pianificazione è infatti sottoposto a una serie di valutazioni e richieste di integrazione da parte dei ministeri competenti. Nonostante ciò, tra gli attivisti permane il timore che l’opera possa essere qualificata come di interesse nazionale, con il rischio di ridurre gli spazi di concertazione con il territorio.
Durante la riunione, i rappresentanti delle associazioni hanno ribadito le principali criticità già segnalate nei mesi scorsi. Tra queste, l’ipotesi di un ampliamento a mare del molo di Ponente di oltre 200 metri in direzione di Vietri sul Mare e la trasformazione della vecchia darsena attraverso una vasta cementificazione, con superfici paragonabili a più volte quelle di piazza della Libertà. Sono stati inoltre richiamati i problemi legati all’inquinamento atmosferico e acustico e alle ripercussioni sulla viabilità urbana ed extraurbana, aggravate dal traffico pesante con frequenti blocchi lungo il viadotto Gatto, snodo cruciale per i collegamenti con Cava de’ Tirreni e Vietri.
Il presidente Cuccaro ha invitato a distinguere le criticità immediate, legate alla gestione ordinaria delle attività portuali, dalle prospettive di lungo periodo del nuovo Piano regolatore. Sul primo fronte ha annunciato una serie di incontri con i concessionari per superare situazioni di disordine operativo. Per quanto riguarda la pianificazione futura, ha chiarito che non è ancora partita la progettazione delle singole opere e che il percorso decisionale passerà attraverso il Comitato di gestione, nel quale è presente anche un rappresentante del Comune di Salerno.
Non sono mancate, infine, osservazioni di carattere procedurale e occupazionale. È stato evidenziato il rischio che la variante al Piano vigente comporti la cancellazione di attività storiche presenti nella darsena, con una possibile ricaduta su circa cento posti di lavoro. Sul piano ambientale è stato ricordato che il Mediterraneo rientra ormai nelle aree Seca, con obblighi stringenti sui controlli delle emissioni e sull’utilizzo di carburanti a basso impatto da parte delle navi in porto. Il tavolo annunciato dovrebbe tornare a riunirsi nelle prossime settimane per un primo aggiornamento sullo stato del confronto

