Un trapianto di cuore atteso per mesi, conclusosi con un esito drammatico, ha portato un bambino di due anni a rimanere in coma farmacologico collegato all’Ecmo.
L’intervento, eseguito il 23 dicembre all’ospedale Monaldi, non ha avuto successo: il cuore donato sarebbe stato danneggiato durante il trasferimento da Bolzano a Napoli, rendendo necessario il ricovero in condizioni critiche. La famiglia del piccolo chiede chiarezza e giustizia, mentre la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose a carico di sei sanitari coinvolti.
Le condizioni del bambino restano stabili nella loro gravità, ma il progressivo peggioramento di altri organi impone decisioni urgenti. Tra le opzioni al vaglio dei medici vi è l’impianto di un cuore artificiale come ponte verso un nuovo trapianto. Tale procedura, estremamente complessa, consentirebbe di mantenere in vita il piccolo in attesa di un organo compatibile, rappresentando un passaggio delicato ma potenzialmente decisivo.
La famiglia ha chiesto un nuovo medico per il secondo intervento, attraverso l’avvocato Francesco Petruzzi, che ha depositato un’integrazione alla querela. La richiesta riguarda la nomina di un chirurgo diverso da quello del primo trapianto, insieme all’istituzione di un incidente probatorio su cartelle cliniche, documentazione sanitaria e verbali delle riunioni mediche che hanno seguito il caso. “Immaginiamo che rientri, come atto dovuto, tra gli indagati” ha sottolineato il legale, riferendosi al chirurgo coinvolto nel primo intervento.
Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha definito la vicenda “dolorosissima”, mentre il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha garantito che sarà fatta piena chiarezza. Tra dubbi sul trasporto dell’organo, l’ipotesi di un cuore artificiale e la richiesta di un cambio di équipe medica, il destino del bambino resta sospeso, in attesa di decisioni cliniche e giudiziarie cruciali.
L’intervento, eseguito il 23 dicembre all’ospedale Monaldi, non ha avuto successo: il cuore donato sarebbe stato danneggiato durante il trasferimento da Bolzano a Napoli, rendendo necessario il ricovero in condizioni critiche. La famiglia del piccolo chiede chiarezza e giustizia, mentre la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose a carico di sei sanitari coinvolti.
Bambino in coma farmacologico dopo trapianto di cuore danneggiato
Secondo quanto emerge dagli atti acquisiti dai Carabinieri del Nas, il cuore trapiantato potrebbe essere stato compromesso a causa del metodo di conservazione durante il trasporto. Il contenitore dell’organo è stato sequestrato per perizia: al posto del ghiaccio tradizionale, sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature fino a -75 gradi, con conseguente rischio di danni irreversibili al tessuto cardiaco. Parallelamente, ispettori del Ministero della Salute e della Regione Campania stanno conducendo verifiche interne, mentre la direzione ospedaliera ha dichiarato piena collaborazione con le autorità.Le condizioni del bambino restano stabili nella loro gravità, ma il progressivo peggioramento di altri organi impone decisioni urgenti. Tra le opzioni al vaglio dei medici vi è l’impianto di un cuore artificiale come ponte verso un nuovo trapianto. Tale procedura, estremamente complessa, consentirebbe di mantenere in vita il piccolo in attesa di un organo compatibile, rappresentando un passaggio delicato ma potenzialmente decisivo.
La famiglia ha chiesto un nuovo medico per il secondo intervento, attraverso l’avvocato Francesco Petruzzi, che ha depositato un’integrazione alla querela. La richiesta riguarda la nomina di un chirurgo diverso da quello del primo trapianto, insieme all’istituzione di un incidente probatorio su cartelle cliniche, documentazione sanitaria e verbali delle riunioni mediche che hanno seguito il caso. “Immaginiamo che rientri, come atto dovuto, tra gli indagati” ha sottolineato il legale, riferendosi al chirurgo coinvolto nel primo intervento.
Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha definito la vicenda “dolorosissima”, mentre il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha garantito che sarà fatta piena chiarezza. Tra dubbi sul trasporto dell’organo, l’ipotesi di un cuore artificiale e la richiesta di un cambio di équipe medica, il destino del bambino resta sospeso, in attesa di decisioni cliniche e giudiziarie cruciali.

