La Campania affronta una vera emergenza sanitaria. Secondo un’indagine condotta da mUp Research su commissione di Facile.it, nel 2025 circa un milione e mezzo di cittadini ha rinunciato alle cure mediche a causa dei costi elevati o delle lunghe liste d’attesa. I dati rivelano come oltre la metà dei pazienti si sia trovato di fronte a prestazioni indisponibili, con le cosiddette “liste d’attesa chiuse” che impediscono persino la prenotazione di esami e visite.
Secondo il sindacato, le ragioni della crisi sono radicate e strutturali: personale sanitario insufficiente o non distribuito correttamente, blocchi o ritardi nelle assunzioni, sovraccarico delle strutture pubbliche, crescente ricorso al privato e scarsa programmazione territoriale. “Le inefficienze organizzative – aggiunge Marino – si traducono inevitabilmente in liste d’attesa sempre più lunghe e inaccessibili”.
L’Ugl Salute Campania chiede l’adozione immediata di misure straordinarie per sbloccare le liste d’attesa chiuse, un aumento delle risorse per la medicina territoriale e la prevenzione, oltre a un monitoraggio trasparente dei tempi di erogazione delle prestazioni. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle fasce più vulnerabili, per evitare che l’accesso alle cure diventi un privilegio economico.
“Se un milione e mezzo di cittadini rinuncia alle cure – conclude Marino – significa che il sistema sanitario pubblico sta venendo meno al suo ruolo universale”. Il sindacato annuncia che continuerà a denunciare le criticità e proporre interventi concreti, sollecitando un tavolo di confronto urgente con la Regione Campania. “La salute non può diventare un lusso per pochi”, ribadisce il segretario.
Campania, un milione e mezzo di cittadini rinuncia alle cure
A commentare la situazione è Gerardo Marino, segretario regionale Ugl Salute Campania, che parla di un quadro “non più limitato a criticità organizzative, ma di una vera emergenza sociale”. Il fenomeno più preoccupante riguarda i circa 180 mila cittadini costretti a ricorrere a prestiti, con un debito medio di oltre 5.000 euro, per accedere alle cure necessarie. “È inaccettabile – sottolinea Marino – che nel 2026 il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, dipenda dalla disponibilità economica”.Secondo il sindacato, le ragioni della crisi sono radicate e strutturali: personale sanitario insufficiente o non distribuito correttamente, blocchi o ritardi nelle assunzioni, sovraccarico delle strutture pubbliche, crescente ricorso al privato e scarsa programmazione territoriale. “Le inefficienze organizzative – aggiunge Marino – si traducono inevitabilmente in liste d’attesa sempre più lunghe e inaccessibili”.
L’Ugl Salute Campania chiede l’adozione immediata di misure straordinarie per sbloccare le liste d’attesa chiuse, un aumento delle risorse per la medicina territoriale e la prevenzione, oltre a un monitoraggio trasparente dei tempi di erogazione delle prestazioni. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle fasce più vulnerabili, per evitare che l’accesso alle cure diventi un privilegio economico.
“Se un milione e mezzo di cittadini rinuncia alle cure – conclude Marino – significa che il sistema sanitario pubblico sta venendo meno al suo ruolo universale”. Il sindacato annuncia che continuerà a denunciare le criticità e proporre interventi concreti, sollecitando un tavolo di confronto urgente con la Regione Campania. “La salute non può diventare un lusso per pochi”, ribadisce il segretario.

