È difficile immaginare che oggi Tommaso, un bimbo di pochi anni, si trovi in un lettino d’ospedale, attaccato a macchinari che ne sostengono la vita. Guardare i filmati che lo ritraggono felice, mentre corre nel cortile di casa, abbraccia la mamma o sorride, è doloroso e straziante: quei momenti di normalità familiare contrastano con la gravità della sua condizione attuale.
Tommaso è affetto da una cardiomiopatia, diagnosticata quasi per caso, che negli ultimi mesi ha reso necessario un trapianto cardiaco. La famiglia aveva riposto le proprie speranze nell’arrivo di un nuovo cuore proveniente da un piccolo donatore; il viaggio verso l’ospedale Monaldi di Napoli, avvenuto poco prima di Natale, rappresentava l’ultima possibilità per salvargli la vita. Purtroppo, la tragedia che ha colpito il bambino ha cambiato il corso degli eventi, lasciando genitori e familiari nel dolore e nell’angoscia.
È arrivato, ed è una brutta notizia, il parere dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, richiesto dalla famiglia del bambino trapiantato con il cosiddetto "cuore bruciato" — un organo raffreddato con ghiaccio secco invece del ghiaccio normale — all’ospedale Monaldi di Napoli. A comunicarlo è il legale della famiglia, Francesco Petruzzi. Secondo l’ospedale romano, uno dei principali poli pediatrici d’Europa, il bambino sottoposto all’intervento «non è più trapiantabile». Il legale precisa: «Ieri in direzione sanitaria ci hanno detto che il parere del Bambino Gesù è arrivato ed è che il bambino non è più trapiantabile». Tuttavia, al Monaldi il medico che ha eseguito il primo intervento si oppone con fermezza, sostenendo che Tommaso rimane operabile; il bambino resta quindi in lista trapianti. In caso di un nuovo intervento, sempre al Monaldi, sarà lo stesso medico a operarlo nuovamente.
Il bimbo trapiantato col cuore “bruciato” non è più operabile
Nei video diffusi dalla mamma, Patrizia, si percepisce tutta la vitalità e la gioia di un bambino di due anni. Si vede Tommaso vestito con un completo rosso, scarpette ai piedi, correre felice in cucina, tra giochi e abbracci, mentre la voce della sorellina lo ammonisce affettuosamente con un “Monello!”. Sedici secondi di pura serenità che diventano ancora più preziosi alla luce della malattia che lo colpisce da quando aveva tre mesi.Tommaso è affetto da una cardiomiopatia, diagnosticata quasi per caso, che negli ultimi mesi ha reso necessario un trapianto cardiaco. La famiglia aveva riposto le proprie speranze nell’arrivo di un nuovo cuore proveniente da un piccolo donatore; il viaggio verso l’ospedale Monaldi di Napoli, avvenuto poco prima di Natale, rappresentava l’ultima possibilità per salvargli la vita. Purtroppo, la tragedia che ha colpito il bambino ha cambiato il corso degli eventi, lasciando genitori e familiari nel dolore e nell’angoscia.
È arrivato, ed è una brutta notizia, il parere dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, richiesto dalla famiglia del bambino trapiantato con il cosiddetto "cuore bruciato" — un organo raffreddato con ghiaccio secco invece del ghiaccio normale — all’ospedale Monaldi di Napoli. A comunicarlo è il legale della famiglia, Francesco Petruzzi. Secondo l’ospedale romano, uno dei principali poli pediatrici d’Europa, il bambino sottoposto all’intervento «non è più trapiantabile». Il legale precisa: «Ieri in direzione sanitaria ci hanno detto che il parere del Bambino Gesù è arrivato ed è che il bambino non è più trapiantabile». Tuttavia, al Monaldi il medico che ha eseguito il primo intervento si oppone con fermezza, sostenendo che Tommaso rimane operabile; il bambino resta quindi in lista trapianti. In caso di un nuovo intervento, sempre al Monaldi, sarà lo stesso medico a operarlo nuovamente.

