Cronaca

Eboli, assolto l'ex sindaco Massimo Cariello e altri cinque imputati: cade l'accusa sull'appalto per l'assistenza domiciliare agli anziani

Martina FrancioneAggiornato il
Eboli, assolto l'ex sindaco Massimo Cariello e altri cinque imputati: cade l'accusa sull'appalto per l'assistenza domiciliare agli anziani
Si chiude con sei assoluzioni il processo sull'affidamento del servizio di assistenza domiciliare agli anziani a Eboli, finito al centro di un'inchiesta giudiziaria per presunte irregolarità nella gara del 2018. Il Tribunale di Salerno ha assolto con la formula «perché il fatto non sussiste» l'ex sindaco Massimo Cariello e gli altri cinque imputati, accogliendo la richiesta avanzata dalla stessa Procura. La decisione è arrivata nella serata di ieri, poco prima delle 19, al termine di una lunga camera di consiglio. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Eboli, appalto per l'assistenza agli anziani: assolto l'ex sindaco Massimo Cariello e altri cinque imputati

A segnare una svolta nel procedimento era stata la requisitoria del pubblico ministero, che aveva sollecitato l'assoluzione di tutti gli imputati, ritenendo non confermata l'originaria ricostruzione accusatoria.

Una posizione maturata alla luce degli elementi emersi durante l'istruttoria dibattimentale, nella quale erano stati approfonditi i rapporti tra i soggetti coinvolti e le circostanze relative alla procedura di affidamento.

Al termine del dibattimento, i giudici del Tribunale di Salerno hanno condiviso le conclusioni della Procura, pronunciando una sentenza assolutoria nei confronti di tutti e sei gli imputati. Per Massimo Cariello, difeso dall'avvocato Costantino Cardiello, il verdetto rappresenta la conclusione favorevole del primo grado di un procedimento giudiziario legato alla sua precedente esperienza amministrativa alla guida del Comune di Eboli.

L'inchiesta sulla gara del 2018 e le accuse di turbata libertà degli incanti

La vicenda giudiziaria aveva preso origine dagli accertamenti sull'appalto pubblico per la gestione dell'assistenza domiciliare agli anziani, bandito nel 2018. Gli investigatori avevano ipotizzato l'esistenza di un'intesa finalizzata a condizionare l'esito della procedura e favorire la cooperativa Csm Service. Da questa ricostruzione era scaturita l'accusa di turbata libertà degli incanti, contestata nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Elena Cosentino.

Tra gli elementi raccolti durante le indagini figuravano anche diverse intercettazioni telefoniche, attraverso le quali gli inquirenti avevano cercato di ricostruire i contatti tra le persone coinvolte e l'eventuale esistenza di un accordo per orientare l'affidamento del servizio.

Le verifiche condotte nel corso del processo non hanno però confermato l'ipotesi iniziale. Proprio l'esame delle risultanze dibattimentali ha portato a una diversa valutazione da parte dell'accusa, fino alla richiesta di assoluzione formulata dal pubblico ministero.

Chi sono gli altri cinque imputati assolti insieme a Cariello

Oltre all'ex primo cittadino di Eboli, il procedimento ha coinvolto persone che, all'epoca dei fatti, ricoprivano incarichi nell'amministrazione e nel settore dei servizi sociali, insieme a soggetti legati alla cooperativa interessata dalla gara.

La sentenza di assoluzione riguarda anche Giovanni Russo, allora dirigente del Piano di Zona, Agostino Mastrangelo, già dirigente comunale del settore Politiche sociali, ed Erminia Pendino, funzionaria del Piano di Zona.

Prosciolti dalle accuse con la stessa formula anche Antonella Giarletta, dirigente della cooperativa Csm Service, e il marito Raffaele Forte. A sostenere le ragioni degli imputati nel corso del processo è stato il collegio difensivo composto dagli avvocati Costantino Cardiello, Cecchino Cacciatore, Fausto Vecchio e Giuseppe Pepe.

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