Padula, per accedere alla biblioteca della Certosa bisogna togliere le scarpe ed indossare solo i calzini
Alessia BenincasaPubblicato il

Per accedere alla biblioteca della Certosa di San Lorenzo a Padula è necessario lasciare le scarpe e indossare soltanto i calzini. Diversamente, per percorrere la caratteristica scala elicoidale, è obbligatorio utilizzare calzature dotate di suole in gomma.
Le misure sono state adottate con l'obiettivo di salvaguardare le antiche maioliche settecentesche che rivestono il pavimento della sala e proteggere i gradini della scala, evitando inoltre di dover ricorrere ai tradizionali copriscarpe di plastica monouso.
Le modalità di accesso sono state pensate per permettere ai visitatori di ammirare spazi storici di particolare valore senza compromettere la conservazione dei materiali originari a causa del continuo calpestio. Si tratta di una soluzione che intende garantire la possibilità di visitare il patrimonio storico tutelandone contemporaneamente l'integrità, limitando anche l'impiego di prodotti usa e getta.
Nel dettaglio, per attraversare la scala elicoidale occorrono scarpe con fondo in gomma, mentre per entrare nella sala principale bisogna procedere senza calzature, indossando esclusivamente i calzini. Tra i beni artistici più importanti custoditi nella biblioteca figura la pavimentazione maiolicata, realizzata nel XVIII secolo da Donato e Giuseppe Massa. Per raggiungere la sala bisogna percorrere la scala elicoidale, formata da 38 gradini ricavati da un unico blocco, che conduce all'antisala.
A impreziosire l'ambiente è anche una grande opera pittorica di Leonardo Olivieri, risalente al 1763 e collocata sul soffitto. La tela rappresenta l'Aurora sul proprio carro, il Giudizio Universale e l'Allegoria della scienza. Le pareti ospitano invece gli affreschi eseguiti da Filippo Pascale nel 1769.
La fondazione della Certosa di San Lorenzo risale al 1306, quando fu voluta da Tommaso Sanseverino. Estesa su una superficie superiore ai 50mila metri quadrati, rappresenta il complesso monastico più grande dell'Italia meridionale. Dal 1998 fa parte dei siti riconosciuti come Patrimonio mondiale dell'Unesco. Gli orari e le modalità di apertura della biblioteca potranno comunque essere modificati in presenza di particolari necessità organizzative.
Padula, per accedere alla biblioteca della Certosa bisogna togliere le scarpe ed indossare solo i calzini
Per accedere alla biblioteca della Certosa di San Lorenzo a Padula è necessario lasciare le scarpe e indossare soltanto i calzini. Diversamente, per percorrere la caratteristica scala elicoidale, è obbligatorio utilizzare calzature dotate di suole in gomma. Sono queste le nuove disposizioni stabilite per le visite alla biblioteca del complesso monastico nel Salernitano, aperta al pubblico il sabato mattina, dalle 9 alle 12.30, fatta eccezione per le festività.Le misure sono state adottate con l'obiettivo di salvaguardare le antiche maioliche settecentesche che rivestono il pavimento della sala e proteggere i gradini della scala, evitando inoltre di dover ricorrere ai tradizionali copriscarpe di plastica monouso.
Le modalità di accesso sono state pensate per permettere ai visitatori di ammirare spazi storici di particolare valore senza compromettere la conservazione dei materiali originari a causa del continuo calpestio. Si tratta di una soluzione che intende garantire la possibilità di visitare il patrimonio storico tutelandone contemporaneamente l'integrità, limitando anche l'impiego di prodotti usa e getta.
Nel dettaglio, per attraversare la scala elicoidale occorrono scarpe con fondo in gomma, mentre per entrare nella sala principale bisogna procedere senza calzature, indossando esclusivamente i calzini. Tra i beni artistici più importanti custoditi nella biblioteca figura la pavimentazione maiolicata, realizzata nel XVIII secolo da Donato e Giuseppe Massa. Per raggiungere la sala bisogna percorrere la scala elicoidale, formata da 38 gradini ricavati da un unico blocco, che conduce all'antisala.
A impreziosire l'ambiente è anche una grande opera pittorica di Leonardo Olivieri, risalente al 1763 e collocata sul soffitto. La tela rappresenta l'Aurora sul proprio carro, il Giudizio Universale e l'Allegoria della scienza. Le pareti ospitano invece gli affreschi eseguiti da Filippo Pascale nel 1769.
La fondazione della Certosa di San Lorenzo risale al 1306, quando fu voluta da Tommaso Sanseverino. Estesa su una superficie superiore ai 50mila metri quadrati, rappresenta il complesso monastico più grande dell'Italia meridionale. Dal 1998 fa parte dei siti riconosciuti come Patrimonio mondiale dell'Unesco. Gli orari e le modalità di apertura della biblioteca potranno comunque essere modificati in presenza di particolari necessità organizzative.




