Cronaca

Cava de' Tirreni, resta in carcere lo studente 21enne accusato di terrorismo: il Riesame si oppone alla scarcerazione

Martina Francione
Cava de' Tirreni, resta in carcere lo studente 21enne accusato di terrorismo: il Riesame si oppone alla scarcerazione
Foto di repertorio
Le conversazioni intercettate dagli investigatori, i presunti contatti con ambienti jihadisti e il materiale sequestrato durante una perquisizione di circa dodici ore restano al centro dell'inchiesta sullo studente universitario di Cava de' Tirreni arrestato il 4 ottobre. Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dall'avvocato Antonello Lamberti, confermando la custodia cautelare in carcere per il 21enne, identificato con le iniziali W.L. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Cava de' Tirreni, studente 21enne accusato di terrorismo: respinta la richiesta di scarcerazione

A destare particolare preoccupazione negli investigatori sarebbero state alcune comunicazioni del giovane, già monitorato per le sue attività online e per i presunti collegamenti con ambienti dell'estremismo jihadista.

Secondo la ricostruzione investigativa, nei giorni precedenti all'arresto lo studente avrebbe intensificato i contatti con persone ritenute vicine a quell'ambiente, lasciando intendere una possibile disponibilità a compiere azioni violente.

Tra i messaggi esaminati dalla Polizia compare una frase che avrebbe contribuito ad accelerare l'intervento: «Sì, sono pronto... e sarà un gran botto». Il 21enne avrebbe inoltre fatto riferimento a un possibile viaggio a Roma per poi passare a Torino. Due elementi che, valutati insieme alle altre informazioni raccolte, avrebbero spinto gli investigatori a procedere con la perquisizione e il fermo, nel timore che le intenzioni emerse dalle conversazioni potessero tradursi in azioni concrete. 

Armi, coltelli e materiale informatico sequestrati nell'abitazione

La perquisizione effettuata nell'appartamento dello studente sarebbe proseguita per circa dodici ore, durante le quali gli agenti hanno esaminato i locali e i dispositivi elettronici nella disponibilità del giovane.

Tra gli oggetti rinvenuti figurano un machete, due coltelli, due pistole e munizioni a salve. Sono stati inoltre acquisiti un computer e un telefono cellulare, sui quali proseguono gli accertamenti per ricostruire l'attività online dell'indagato e verificare la natura dei suoi contatti.

Particolare attenzione viene riservata alle due pistole sequestrate. Sebbene le armi sembrino essere a salve, gli investigatori stanno cercando di stabilire se siano state effettivamente modificate. 

Il sospetto nasce da alcune conversazioni nelle quali il 21enne avrebbe fatto riferimento a interventi effettuati sulle pistole per alterarne le caratteristiche. Gli esami tecnici dovranno chiarire se le modifiche siano state realmente eseguite oppure se si tratti di affermazioni prive di riscontro materiale.

Accuse di terrorismo e detenzione di armi: la decisione del Riesame

Il quadro emerso dalle indagini ha portato alla contestazione di reati legati al terrorismo e alla detenzione di armi. Il materiale sequestrato, insieme alle comunicazioni e alle ricerche online riguardanti anche la fabbricazione di ordigni, costituisce parte degli elementi sottoposti all'attenzione dell'autorità giudiziaria.

La difesa dello studente, rappresentata dall'avvocato Antonello Lamberti, aveva presentato ricorso al Tribunale del Riesame per ottenere una revisione della misura cautelare. I giudici hanno deciso di mantenere il 21enne in carcere, ritenendo di non modificare il provvedimento restrittivo. 

Una valutazione diversa è stata invece espressa sulla contestazione relativa alla fabbricazione di ordigni esplosivi. Il secondo capo d'accusa è stato infatti derubricato, passando da un'ipotesi di reato per la quale era prevista una pena fino a dodici anni a una contravvenzione relativa alla detenzione di materiale esplosivo equiparabile ai fuochi d'artificio.

Dopo il rigetto del ricorso al Riesame, il legale Antonello Lamberti sta valutando la possibilità di richiedere il rito abbreviato, procedimento che, in caso di condanna, prevede una riduzione della pena secondo le disposizioni di legge. Intanto proseguono gli accertamenti

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