Capaccio Paestum, spaccio di droga, prostituzione e sequestri di persona: la Procura chiede condanne fino a 18 anni

Capaccio Paestum, droga e prostituzione: la Procura chiede condanne fino a 18 anni per gli imputati
Nel corso dell'udienza, il pubblico ministero ha illustrato le conclusioni dell'accusa, avanzando richieste di condanna che arrivano fino a 18 anni di reclusione. Le posizioni più gravate riguardano Salvatore Carrano, Giuseppe De Clemente, Carmine Orsi e Pasquale Paolone, chiamati a rispondere, secondo la ricostruzione della Procura, anche di sequestro di persona.
Per Alfonso Inghilterra sono stati chiesti otto anni di reclusione, mentre nei confronti di Saleh Errechaiech la richiesta è di tredici anni e quattro mesi. Ha invece già definito la propria posizione attraverso un patteggiamento Mostafa Goughi, con una pena di due anni e due mesi. L'udienza è stata aggiornata a novembre, quando è previsto l'intervento dei difensori degli imputati. Successivamente il giudice sarà chiamato a pronunciarsi sulle accuse e sulle richieste formulate dalla Procura.
L'inchiesta della Dda
Il procedimento nasce da una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Agropoli. L'operazione era culminata il 12 dicembre 2025 nell'esecuzione di 18 misure cautelari, di cui undici in carcere e sette agli arresti domiciliari.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, nel territorio di Capaccio Paestum sarebbe stata organizzata una rete di distribuzione di sostanze stupefacenti, alimentata attraverso rifornimenti provenienti dalla provincia di Napoli.
Il traffico avrebbe riguardato principalmente cocaina e hashish, destinati alla vendita sul territorio. La droga sarebbe stata custodita all'interno di una struttura turistica riconducibile a tre degli indagati, utilizzata, secondo l'ipotesi accusatoria, come punto di riferimento per lo stoccaggio e la gestione dello stupefacente.
Nel corso delle indagini erano stati sequestrati quantitativi di droga, banconote contraffatte e denaro contante ritenuto dagli investigatori riconducibile alle attività illecite. L'inchiesta aveva così delineato un quadro investigativo che non si sarebbe limitato allo spaccio, ma avrebbe coinvolto anche episodi di violenza, intimidazione ed estorsione.
Sequestro di persona per un debito di droga: contestata l'aggravante mafiosa
Uno degli episodi più gravi ricostruiti dalla Dda riguarda il presunto sequestro di uno degli stessi indagati. L'uomo, secondo l'accusa, sarebbe stato privato della libertà da alcuni fornitori napoletani di sostanze stupefacenti perché non aveva saldato un debito relativo a precedenti consegne di droga.
Per ottenere il pagamento, i presunti responsabili avrebbero minacciato l'uomo con un'arma da fuoco, costringendolo a sottostare alle loro richieste. Un episodio per il quale gli inquirenti hanno contestato il sequestro di persona a scopo di estorsione, aggravato dal metodo mafioso.
Prostituzione nella struttura turistica: le accuse di sfruttamento
Un altro filone dell'indagine riguarda il presunto sfruttamento della prostituzione all'interno della stessa struttura turistica utilizzata, secondo gli investigatori, per custodire la droga. Alcune donne sarebbero state indotte o favorite nell'esercizio della prostituzione, mentre parte dei guadagni sarebbe finita nelle disponibilità di due degli indagati.
Dalla ricostruzione accusatoria emerge anche un episodio di presunta estorsione ai danni di una donna che avrebbe deciso di interrompere l'attività. Di fronte al suo rifiuto di continuare a prostituirsi e di consegnare il denaro ricavato, i presunti responsabili l'avrebbero minacciata, pretendendo il pagamento di 300 euro per l'utilizzo di un'abitazione.
Alla donna sarebbe stato inoltre sottratto il telefono cellulare, poi restituito soltanto dopo la consegna della somma richiesta. Queste circostanze hanno contribuito ad ampliare il quadro delle contestazioni formulate dagli investigatori, che comprendono, a vario titolo, reati in materia di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, estorsione e sequestro di persona.
Processo a Salerno: sentenza attesa a novembre
Dopo la requisitoria del pubblico ministero, il procedimento entra nella fase conclusiva per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. La prossima udienza è prevista nel mese di novembre, quando saranno ascoltate le arringhe degli avvocati difensori.
Il giudice dovrà quindi valutare gli elementi raccolti nell'inchiesta, le contestazioni della Procura e le argomentazioni delle difese, prima di pronunciarsi sulle singole posizioni. Le richieste di condanna fino a 18 anni rappresentano la posizione dell'accusa e non una decisione definitiva del Tribunale.
Il procedimento si inserisce nell'inchiesta che nel dicembre scorso aveva portato alla luce, secondo la prospettazione della Dda, un presunto sistema di attività illecite radicato nel territorio di Capaccio Paestum e collegato a fornitori provenienti dal Napoletano.




