BATTIPAGLIA. Ieri è giunto lo sfogo dell'assessore alle politiche sociali, Michele gioia e dopo il suo sfogo è subito arrivata la risposta dai dissidenti.
"In campagna elettorale tutti promettono il cambiamento, frasi ad effetto per strappare un voto in più. Poi tutto finisce - scrive Gioia - e il problema è sempre lo stesso: la nomina, l'incarico e l'assessore.
È vergognoso e squallido che un'amministrazione comunale debba essere tenuta al palo da qualche consigliere comunale, presente per chiedere tutela per parenti dipendenti comunali e dal burattinaio di turno, solo ed esclusivamente per interessi personali".
Dichiarazioni, quelle di Gioia, fatte dopo l'incontro di mercoledì scorso, proprio a riguardo della frattura politica, tra il sindaco ed i fedelissimi.
Di fronte alle richieste di azzeramento della giunta, pero', avanzata dai sette dissidenti, resta la chiusura.
E Gioia continua, secondo quanto riporta Il Mattino: "Io mi sto letteralmente rompendo il mazzo per tentare di risolvere qualche problema, per partecipare a bandi in modo da intercettare soldi e - si sfoga - ho decretato la mia uscita da questa amministrazione? Bene, se può servire a cambiare in meglio qualcosa, sono pronto. Non ho niente e nessuno da tutelare, se non l'interesse della collettività".

Redazione Occhio Notizie02/09/2018
