Il
coronavirus continua ad uccidere: non ce l'ha fatta l'
ex sottufficiale della
polizia municipale di
Battipaglia, Salvatore Cerzosimo, 74 anni. L'uomo è deceduto all'alba di ieri all'ospedale di Eboli, dove era giunto lunedì scorso.
Covid, morto a Battipaglia ex sottufficiale
Quello vissuto dall'ex luogotenente è un vero e proprio calvario: il tutto ha avuto inizio una decina di giorni fa quando si è scoperto che aveva il
Coronavirus e comunque doveva sottoporsi, più volte in una settimana, alla
dialisi. L'unica possibilità di effettuare la dialisi era quella di recarsi all'ospedale di
Scafati
Cersozimo non ha avuto alcun tipo di assistenza sanitaria per essere accompagnato da
Battipaglia a
Scafati: dell'ex vigile si sono occupati i familiari con mezzi propri, perché utilizzare
un'ambulanza costa 400 euro per ogni viaggio.
Lo sfogo
«Mio fratello, Mirco si è occupato di
papà nonostante anche lui fosse affetto dal Covid-19 e non ha rispettato il periodo di
quarantena - dice Tiziana Cerzosimo, figlia del luogotenente - a proprie spese lo ha accompagnato a Scafati per ben tre volte in una settimana. Poi, le condizioni di salute di mio padre si sono aggravate e lunedì è stato ricoverato all'ospedale di Eboli dove è
deceduto».
Lunedì, Cerzosimo ha atteso dinanzi all'ospedale in auto con il figlio per alcune ore prima di poter essere
ricoverato: aveva portato con sé una
bombola di
ossigeno per evitare il peggio. «Quei medici, quegli infermieri che avrebbero dovuto proteggermi mi hanno
ucciso. Ho servito lo Stato con orgoglio e dedizione lo stesso che oggi mi ha ucciso ma non sono pentito»: sono gli ultimi pensieri di
Salvatore Cerzosimo che ieri pomeriggio sono stati pubblicati dal
figlio Mirco sui
social.
Il feretro di Cerzosimo, ieri mattina, è giunto a
Battipaglia proveniente dall'ospedale di Eboli ed è stato scortato da un'auto di servizio della
polizia municipale. «Tutti abbiamo perso: la famiglia, gli amici, i parenti conclude Mirco Cerzosimo ma soprattutto hanno vergognosamente perso le istituzioni, i medici, gli infermieri e lo Stato».
Fonte: Il Mattino