Ticket sanitari, da oggi aumenti su più di 600 prestazioni: secondo Codici si "sostiene il costo dei conflitti attuali"

A partire da oggi, lunedì 21 settembre, sono ufficialmente partiti gli aumenti su oltre 600 prestazioni sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale: secondo l'associazione Codici si 'sostiene il costo della guerra'.
L'associazione Codici esprime una forte critica a questa situazione, contestualizzandola nel panorama internazionale attuale. “Non possiamo trascurare – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – che questi aumenti giungono in un periodo in cui i conflitti mondiali stanno esercitando pressioni su tutta la catena dei costi nel settore della salute pubblica: dall'energia alle materie prime, fino ai dispositivi medici e alle protesi, molti dei quali sono influenzati da forniture internazionali in aumento e instabili. In questo scenario, c'è il rischio che le tensioni geopolitiche ricadano, ancora una volta, sulle famiglie e sui cittadini già in difficoltà economica. L'aumento delle tariffe non è una soluzione sufficiente a fronteggiare le problematiche strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, che continua a mostrare evidenti fallimenti in merito alle liste d’attesa, alla scarsità di personale e alle disparità territoriali nell’accesso alle cure. Versare di più non implica necessariamente un miglioramento della qualità delle cure. In molte Regioni, i tempi di attesa per visite specialistiche si allungano per mesi e coloro che non possono aspettare sono costretti a rivolgersi al settore privato, aumentando le spese complessive. Invitiamo le autorità a sostenere qualsiasi modifica delle tariffe con investimenti concreti per ridurre i tempi di attesa, aumentare il personale sanitario e migliorare la prevenzione, proteggendo la sanità pubblica dagli effetti indiretti dell’instabilità internazionale; altrimenti, i cittadini si troveranno a pagare di più per un servizio che in realtà non riescono nemmeno a utilizzare”.
Gli aumenti più rilevanti si registrano per: l'agoaspirato al seno (da 31,25 a 36,50 euro), la prima visita cardiologica con ECG (da 33,60 a 38 euro), e la prima visita specialistica di base, come quella endocrinologica, ginecologica o ortopedica (da 25 a 26 euro). “Fortunatamente, gran parte delle prestazioni più diffuse non subisce variazioni – osserva Giacomelli –. Inoltre, è importante notare il limite massimo di 36,15 euro per ricetta, che in alcune situazioni può attenuare l'impatto reale sui cittadini, e che chi è esente per reddito, malattia, invalidità, disoccupazione, le donne in gravidanza e coloro che partecipano a programmi di screening sono esclusi dagli aumenti. Tuttavia, non si può restare indifferenti rispetto a questi incrementi, in particolare quelli più significativi che interessano diagnostica vascolare (+52,5%), biopsia (+16,8%), elettromiografia (+13,3%) e prelievi (+12,8%). Non è questa la via da seguire per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale e garantire ai cittadini una sanità efficiente e tempestiva, specialmente in un periodo in cui le tensioni internazionali già influenzano pesantemente il costo della vita”. Codici continuerà a osservare gli effetti di questa misura sulle famiglie e a raccogliere feedback dai cittadini. Si può contattare l'associazione telefonicamente al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al 3757793480 o scrivendo un'e-mail all'indirizzo segreteria. sportello@codici.org.
Ticket sanitari, da oggi aumenti su più di 600 prestazioni: secondo Codici si "sostiene il costo dei conflitti attuali"
A partire da oggi, lunedì 21 settembre, sono ufficialmente attive le nuove tariffe massime per il rimborso di oltre 600 prestazioni sanitarie fornite dal Servizio Sanitario Nazionale. Il “decreto tariffe”, che ha ricevuto approvazione in Conferenza Stato-Regioni, rivede 448 prestazioni relative a visite specialistiche ambulatoriali e esami diagnostici, così come 222 codici relativi all'assistenza protesica, su un totale, quindi, di 1.063 elementi. Questo potrebbe significare per molti pazienti un innalzamento medio delle spese pari al 5,8%.L'associazione Codici esprime una forte critica a questa situazione, contestualizzandola nel panorama internazionale attuale. “Non possiamo trascurare – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – che questi aumenti giungono in un periodo in cui i conflitti mondiali stanno esercitando pressioni su tutta la catena dei costi nel settore della salute pubblica: dall'energia alle materie prime, fino ai dispositivi medici e alle protesi, molti dei quali sono influenzati da forniture internazionali in aumento e instabili. In questo scenario, c'è il rischio che le tensioni geopolitiche ricadano, ancora una volta, sulle famiglie e sui cittadini già in difficoltà economica. L'aumento delle tariffe non è una soluzione sufficiente a fronteggiare le problematiche strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, che continua a mostrare evidenti fallimenti in merito alle liste d’attesa, alla scarsità di personale e alle disparità territoriali nell’accesso alle cure. Versare di più non implica necessariamente un miglioramento della qualità delle cure. In molte Regioni, i tempi di attesa per visite specialistiche si allungano per mesi e coloro che non possono aspettare sono costretti a rivolgersi al settore privato, aumentando le spese complessive. Invitiamo le autorità a sostenere qualsiasi modifica delle tariffe con investimenti concreti per ridurre i tempi di attesa, aumentare il personale sanitario e migliorare la prevenzione, proteggendo la sanità pubblica dagli effetti indiretti dell’instabilità internazionale; altrimenti, i cittadini si troveranno a pagare di più per un servizio che in realtà non riescono nemmeno a utilizzare”.
Gli aumenti più rilevanti si registrano per: l'agoaspirato al seno (da 31,25 a 36,50 euro), la prima visita cardiologica con ECG (da 33,60 a 38 euro), e la prima visita specialistica di base, come quella endocrinologica, ginecologica o ortopedica (da 25 a 26 euro). “Fortunatamente, gran parte delle prestazioni più diffuse non subisce variazioni – osserva Giacomelli –. Inoltre, è importante notare il limite massimo di 36,15 euro per ricetta, che in alcune situazioni può attenuare l'impatto reale sui cittadini, e che chi è esente per reddito, malattia, invalidità, disoccupazione, le donne in gravidanza e coloro che partecipano a programmi di screening sono esclusi dagli aumenti. Tuttavia, non si può restare indifferenti rispetto a questi incrementi, in particolare quelli più significativi che interessano diagnostica vascolare (+52,5%), biopsia (+16,8%), elettromiografia (+13,3%) e prelievi (+12,8%). Non è questa la via da seguire per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale e garantire ai cittadini una sanità efficiente e tempestiva, specialmente in un periodo in cui le tensioni internazionali già influenzano pesantemente il costo della vita”. Codici continuerà a osservare gli effetti di questa misura sulle famiglie e a raccogliere feedback dai cittadini. Si può contattare l'associazione telefonicamente al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al 3757793480 o scrivendo un'e-mail all'indirizzo segreteria. sportello@codici.org.




