Cronaca

Atrani vista dal mare entra nel patrimonio del Comune: il fotografo svizzero Cyril Kobler dona una sua opera

Alessia Benincasa
Atrani vista dal mare entra nel patrimonio del Comune: il fotografo svizzero Cyril Kobler dona una sua opera
Atrani vista dal mare entra nel patrimonio del Comune: il fotografo svizzero Cyril Kobler dona una sua opera. Il dono conclude la mostra «Divina Costiera – Due Visioni» al Museo di Ceramica "Matteo Di Lieto", prorogata fino al 5 ottobre.

Atrani vista dal mare entra nel patrimonio del Comune: il fotografo svizzero Cyril Kobler dona una sua opera

Il fotografo d'arte svizzero Cyril Kobler ha donato al Comune di Atrani una delle opere esposte nella mostra «Divina Costiera – Due Visioni». La mostra, curata da Alessandro Meo, mette in dialogo le sue fotografie con i dipinti e le sculture del maestro Paolo Sandulli. L'opera è una veduta di Atrani ripresa dal mare, stampa fotografica arricchita da interventi pittorici. Il Sindaco Michele Siravo ne ha proposto l'accettazione alla Giunta Comunale, che ne individuerà successivamente la collocazione.

Dopo l'opera di David Yarrow, è il secondo grande nome della fotografia internazionale a lasciare una propria opera alla comunità di Atrani. Inaugurata il 15 settembre al Museo di Ceramica "Matteo Di Lieto", la mostra ha avuto un'ottima risposta di pubblico ed è stata prorogata fino al 5 ottobre.
Fotografo e artista ginevrino di fama internazionale, Cyril Kobler ha creato nel corso della carriera numerose collezioni. Le sue opere sono state acquisite da importanti collezionisti privati in tutto il mondo. Tra i suoi riconoscimenti ci sono il Gran Premio Svizzero di Fotografia, il primo premio al Concorso Internazionale di Manifesti di Parigi sul tema "L'acqua per l'umanità" e il premio di urbanismo della città di Ginevra per la sicurezza delle aree scolastiche. La Banca Nazionale Svizzera ha chiamato il suo studio a far parte del gruppo di riflessione strategica sul design delle nuove banconote svizzere.

Il suo legame con la Costiera Amalfitana risale al 2008. Quell'anno Kobler partecipò a un progetto per la promozione dell'energia solare in Campania e fotografò la Costiera dal mare, a bordo della barca di un pescatore locale. Da quelle campagne sono nate oltre duecento immagini, venti delle quali sono esposte ad Atrani. Gli interventi pittorici le avvicinano alle vedute dell'Ottocento.
«Le opere che vedete non sono semplici oggetti», dichiara il curatore Alessandro Meo. «Sono frammenti dell'anima di chi le ha create, che cercano in silenzio di toccare la nostra. L'arte costruisce ponti leggeri ma indistruttibili. Portare questa mostra nel cuore di Atrani era un sogno, diventato realtà grazie agli artisti Paolo Sandulli e Cyril Kobler, all'accoglienza del Comune e del Sindaco Michele Siravo, al contributo di Rino Mangieri e a Mina. Che un'opera di Cyril resti per sempre ad Atrani è il modo più bello per dire grazie a questa comunità.»

«Questa mostra è una doppia lettura del mare attraverso due linguaggi diversi», afferma Gennaro "Rino" Mangieri, coordinatore del Museo a cielo aperto di Atrani. «Il mare è l'unico luogo che non smette mai di parlarci: a volte ci calma, a volte ci spaventa, a volte ci manca anche quando lo abbiamo davanti agli occhi. Sandulli lo ha dipinto come lo si sente, un mare interiore fatto di colore, di personaggi locali e di silenzio. Kobler ha fermato gli scorci della Costiera come fossero dipinti dell'Ottocento. Ringraziamo gli artisti per averci prestato il loro mare. Da oggi una parte di quel mare resta ad Atrani.»

«Ringrazio di cuore Cyril Kobler per questo dono», dichiara il Sindaco Michele Siravo. «Dopo l'opera di David Yarrow, un altro grande fotografo internazionale sceglie di lasciare ad Atrani un pezzo del proprio lavoro. Per noi è motivo di orgoglio e il segno che il nostro borgo continua a ispirare chi guarda il mondo attraverso l'obiettivo. Questa fotografia ritrae Atrani dal punto di vista da cui per secoli l'hanno conosciuta i naviganti: il borgo raccolto tra le rocce, le case affacciate sul mare, le arcate sulla spiaggia. Ringrazio Alessandro Meo, che con passione e visione ha portato qui questo progetto, e Rino Mangieri, che con il Museo a cielo aperto continua a fare di Atrani un luogo in cui l'arte si sente a casa. Atrani è il comune più piccolo d'Italia, ma la sua vocazione culturale è grande. Il Museo di Ceramica "Matteo Di Lieto" vuole essere uno spazio sempre aperto agli artisti che scelgono di raccontare la Costiera. Chi ama Atrani lascia qui un pezzo di sé, e noi lo custodiremo con cura.»
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