Cronaca

Ex ospedale San Michele di Pogerola, il sindaco di Atrani Siravo: «Prima la destinazione d'uso, poi la vendita. Un patrimonio di tutti resti al territorio»

Alessia Benincasa
Ex ospedale San Michele di Pogerola, il sindaco di Atrani Siravo: «Prima la destinazione d'uso, poi la vendita. Un patrimonio di tutti resti al territorio»
Il sindaco Siravo
Interviene sul futuro dell'ex ospedale San Michele di Pogerola il sindaco di Atrani, Michele Siravo: "Prima la destinazione d'uso, poi la vendita. Un patrimonio di tutti resti al territorio".

Ex ospedale San Michele di Pogerola, il sindaco di Atrani Siravo: «Prima la destinazione d'uso, poi la vendita. Un patrimonio di tutti resti al territorio»

Interviene sul futuro dell'ex ospedale San Michele di Pogerola il Sindaco di Atrani, Michele Siravo, che ha inviato ai Sindaci dei tredici Comuni della Costiera Amalfitana e alla Regione Campania una proposta unitaria sulla destinazione dell'immobile di proprietà dell'ASL Salerno, di cui è stato avviato il percorso di vendita.

Il punto di partenza è la nota con cui l'ASL, dopo la Conferenza dei Sindaci del 15 settembre, ha comunicato di non ritenere praticabili soluzioni alternative all'alienazione. «Voglio essere chiaro e leale: sul piano sanitario la posizione dell'Azienda ha le sue ragioni», afferma Siravo. «Le Case di Comunità e l'Ospedale Costa d'Amalfi coprono già il fabbisogno, e l'ASL non ha fondi propri per recuperare quell'immobile. Ma qui sta il punto che finora è sfuggito: esistono due mondi diversi. I servizi sanitari competono all'ASL; i servizi socio-assistenziali — una casa di riposo, un centro diurno per anziani, alloggi protetti — no. Quelli sono competenza dei Comuni, degli Ambiti sociali e della Regione. L'ASL ha risposto a una sola metà della domanda: l'altra metà, la più importante per la nostra gente, tocca a noi porla.»

Nella proposta, il sindaco sottolinea come la decisione finale non spetti all'Azienda sanitaria: «L'alienazione non è ancora decisa. Per legge la vendita è subordinata all'autorizzazione della Regione Campania. È in quell'atto che si può, e si deve, imprimere un vincolo di destinazione, perché quel bene resti al servizio della comunità. L'iter è ancora aperto: siamo in tempo.»

La proposta di Atrani non indica un'unica soluzione, ma un ventaglio di ipotesi da valutare insieme e con il coinvolgimento dei cittadini: strutture per gli anziani e le persone fragili, senior housing, alloggi di servizio per medici, pediatri e infermieri di cui la Costiera soffre la carenza, alloggi a canone calmierato per i giovani come argine allo spopolamento - sempre nel rispetto dei vincoli urbanistici e paesaggistici che tutelano l'area.

«Non è una rivendicazione di Atrani, né una posizione su un territorio altrui», precisa Siravo. «È una proposta che rivolgo a tutta la Costiera: ha peso solo se parliamo con una voce sola. Un bene costruito con i soldi di tutti, e mai entrato in funzione, non può semplicemente uscire dal territorio. Chiedo una cosa sola, ma con determinazione: che si vincoli la destinazione del bene prima ancora di parlare del ricavato di una vendita. Perché una struttura che serve la nostra comunità vale più di qualunque incasso».
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