Antonio Marino, il sindaco di Aquara, è il nuovo presidente della Conferenza dei Sindaci della Comunità Montana Alburni: “Solo unendo le forze si cresce”. Lo riporta InfoCilento.
Antonio Marino eletto presidente della Conferenza dei Sindaci della Comunità Montana Alburni
Nuovo incarico per Antonio Marino, sindaco di Aquara, che è stato eletto presidente della Conferenza dei Sindaci della Comunità Montana Alburni. La nomina è arrivata nel corso della riunione tenutasi in serata, segnando un passaggio importante per la governance dell’ente montano.
Le parole del neo presidente
Subito dopo l’elezione, Marino ha espresso soddisfazione e gratitudine per la fiducia ricevuta dai colleghi amministratori.
“Ringrazio sinceramente tutti i sindaci per il consenso espresso – ha dichiarato –. È stato un momento significativo di condivisione, che dimostra quanto sia forte la volontà di lavorare insieme per il bene delle nostre comunità”.
Un ruolo di responsabilità
Il nuovo presidente ha sottolineato il valore dell’incarico affidatogli, evidenziando l’impegno con cui intende portarlo avanti.
“Assumo questo ruolo con senso di responsabilità e spirito di servizio – ha aggiunto – puntando su dialogo e collaborazione. Sono convinto che solo attraverso un’azione comune e una visione condivisa sia possibile creare reali occasioni di crescita e sviluppo per tutto il territorio degli Alburni. Andiamo avanti, uniti, per il futuro delle nostre comunità”.
Il contesto politico-istituzionale
L’elezione di Marino arriva in una fase particolarmente delicata per la Comunità Montana Alburni, che necessita oggi più che mai di coesione e sinergia tra i Comuni. Dopo la recente nomina del nuovo presidente dell’ente, Vincenzo Rosolia, avvenuta in seguito alle dimissioni di Antonio Opramolla, l’attenzione è ora rivolta all’applicazione della nuova Legge sulla Montagna.
Una normativa che potrebbe determinare l’esclusione dei Comuni di Serre e Controne dalla Comunità Montana, nonostante le loro caratteristiche montane e rurali. Su questo fronte, sindaci e rappresentanti degli enti montani a livello regionale e nazionale hanno confermato di essere già al lavoro per evitare conseguenze che rischierebbero di penalizzare fortemente il territorio.

