Truffa fondi europei: arresto e 22 indagati tra Sicilia e Salerno
Un’operazione dei Carabinieri dei Reparti Tutela Agroalimentare di Salerno e Messina ha portato all’esecuzione di un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Messina, su richiesta della Procura Europea (EPPO), coinvolgendo province siciliane e centri di assistenza agricola campani.
Il provvedimento prevede 6 misure cautelari a carico di altrettanti imprenditori agricoli siciliani: un arresto domiciliare con braccialetto elettronico, un obbligo di dimora e quattro divieti di esercitare attività imprenditoriali per un anno, insieme al sequestro preventivo di beni per circa 361 mila euro, tra cui titoli, conti correnti, terreni e appartamenti. I reati contestati includono autoriciclaggio e associazione per delinquere finalizzata alla truffa, con danni all’Unione Europea stimati in oltre 1,4 milioni di euro.
L’indagine, coordinata dalla Procura Europea, ha ricostruito una complessa rete di frodi sui contributi agricoli (FEAGA), con società fittizie, titoli PAC AGEA ottenuti illecitamente, terreni falsamente dichiarati e trasferimenti di fondi tra conti per occultarne la provenienza. L’attività investigativa ha evidenziato la migrazione irregolare di fascicoli aziendali dai centri siciliani a quelli di Salerno e Latina, presumibilmente per eludere i controlli delle autorità competenti.
Le indagini hanno permesso di smascherare un sodalizio criminale che operava su cinque province siciliane – Catania, Messina, Enna, Trapani e Siracusa – e che ha ingannato l’AGEA, organo responsabile delle erogazioni in agricoltura, sfruttando strumenti e procedimenti comunitari per ottenere fondi non dovuti.

