È stato arrestato un ex dipendente Telecom, autore della truffa della bene emissione, che aveva portato all'indebita appropriazione di numerosi beni di lusso. I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Agropoli, in esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica di Salerno, hanno tratto in arresto G.E., 68 anni, indagato nell’ambito dell’indagine riguardante la truffa della bene emissione.
Svariati assegni dall’importo da 7mila a 75mila euro, venivano utilizzati per la compravendita di autovetture, imbarcazioni, orologi di valore, il più delle volte pubblicizzati sui siti di compravendita (Subito.it, Autoscout ecc) che venivano così sottratti alle vittime, inconsce dell’accaduto. Al passaggio di proprietà si presentavano con documenti falsi, così da intestare il bene a persone inesistenti per poi darsi alla fuga senza lasciare alcun elemento. Il ruolo dell’indagato, ex dipendente Telecom S.p.a., era quello di individuare le cabine di derivazione relative alle linee telefoniche delle banche falsamente emittenti i titoli di credito, e di installarvi un’apparecchiatura sofisticata finalizzata alla captazione e deviazione delle chiamate in entrata.
Truffa della bene emissione, arrestato ex dipendente Telecom: rubava così beni di lusso
Ecco il modus operandi collaudato: contattavano i proprietari di beni di lusso intenzionati a venderli tramite annunci pubblicizzati su siti internet, si recavano all’appuntamento muniti di assegno circolare falso e, recatisi in banca per l’incasso, facevano contattare l’istituto di credito emittente per verificarne le genuinità. A questo punto la chiamata in entrata sulla linea telefonica dell’istituto bancario veniva intercettata e deviata su altra utenza, da cui rispondeva un complice che, presentatosi falsamente quale dipendente della banca, confermava telefonicamente la congruità dei titoli di credito falsamente emessi.
Svariati assegni dall’importo da 7mila a 75mila euro, venivano utilizzati per la compravendita di autovetture, imbarcazioni, orologi di valore, il più delle volte pubblicizzati sui siti di compravendita (Subito.it, Autoscout ecc) che venivano così sottratti alle vittime, inconsce dell’accaduto. Al passaggio di proprietà si presentavano con documenti falsi, così da intestare il bene a persone inesistenti per poi darsi alla fuga senza lasciare alcun elemento. Il ruolo dell’indagato, ex dipendente Telecom S.p.a., era quello di individuare le cabine di derivazione relative alle linee telefoniche delle banche falsamente emittenti i titoli di credito, e di installarvi un’apparecchiatura sofisticata finalizzata alla captazione e deviazione delle chiamate in entrata.

