Chieste undici condanne il clan Graziano di Sarno i cui componenti sono accusati dei reati di truffa, usura, estorsione e riciclaggio grazie a società fittizie. È questo il quadro delineato dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno al termine della requisitoria nel processo nato dalla maxi inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza a Sarno. Come riporta l'edizione odierna de Il Mattino la sentenza è attesa nei prossimi mesi.
Sarno, clan Graziano sotto processo: chieste undici condanne per truffa, usura, estorsione e riciclaggio
Al centro dell’impianto accusatorio c’è Massimo Graziano, indicato come promotore e figura apicale dell’omonimo clan attivo nel territorio sarnese. Per lui la Procura ha chiesto una condanna a 16 anni di reclusione. Per gli altri imputati, le pene richieste oscillano tra i due e i nove anni di carcere.
Secondo l’accusa, a vario titolo gli imputati rispondono di associazione a delinquere, usura, estorsione, emissione di fatture per operazioni inesistenti, turbativa delle procedure di gara, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti. Contestate anche violazioni in materia di contrasto all’immigrazione clandestina.
L’organizzazione, sempre secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe utilizzato una rete di società intestate fittiziamente a prestanome per schermare i flussi di denaro e aggirare i controlli, mantenendo un forte controllo sull’economia locale di Sarno e dei comuni limitrofi.
La commissione d’accesso al Comune di Sarno
L’inchiesta ha avuto ripercussioni anche sul piano amministrativo. A seguito degli elementi emersi, il Ministero dell’Interno ha disposto l’invio di una commissione d’accesso al Comune di Sarno per verificare eventuali infiltrazioni di tipo mafioso nell’ente.

