Punta sulla inutilizzabilità del
trojan nel
telefonino del suo assistito l'
avvocato di
Nino Savastano, il consigliere regionale finito agli
arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sul sistema Salerno. L'avvocato Cecchino Cacciatore ha sfoderato 118 pagine d'appello al fine di smontare accuse della procura e ordinanza del gip Gerardina Romaniello.
Sistema Salerno, il caso del trojan nel telefonino di Nino Savastano
Come riportato dall'edizione odierna del quotidiano
Il Mattino, nell'appello l'avvocato fa riferimento a norme, sentenze della Cassazione e persino una ordinanza del
gip Alfonso Scermino di Salerno portando avanti le proprie tesi sulla innocenza del proprio assistito sottolineando anche una serie di quelli che, a suo avviso, sarebbero "errori procedurali".
L'inutilizzabilità del trojan
L'avvocato Cacciatore ha evidenziato la presunta inutilizzabilità del trojan lanciato nel cellulare del suo assistito ad inchiesta già iniziata e ben oltre i tempi previsti dalla norma. Insomma, secondo il legale il giorno della firma della delibera di proroga dei lavori per la coop di Zoccola, il proprio assistito era assente in giunta.