La questione relativa all'aumento della tassa di soggiorno a Salerno verrà discussa dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Salerno che deciderà se confermare o meno il provvedimento in vigore dal primo giugno scorso. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Secondo Agostino Ingenito, presidente di Abbac, l'avvocato amministrativista Pasquale D'Angiolillo è stato incaricato di rappresentare le istanze delle associazioni davanti al TAR. Ingenito ha evidenziato alcune criticità legate al provvedimento, come la mancata consultazione delle categorie interessate e l’assenza di un piano chiaro sull’impiego del maggior gettito derivante dalla tassa. Ha ribadito che l’imposta di soggiorno dovrebbe essere uno strumento volto a migliorare i servizi e l'accoglienza turistica, e non un semplice mezzo per generare ulteriori entrate per il Comune.
Ingenito ha inoltre sottolineato i disagi causati dall'immediata applicazione delle nuove tariffe, che stanno creando difficoltà organizzative, amministrative ed economiche per le strutture ricettive. Queste difficoltà potrebbero ripercuotersi sui rapporti con gli ospiti e sulla competitività turistica della città. L'associazione Abbac ha espresso fiducia nel giudizio del TAR, auspicando maggiore trasparenza e un confronto aperto sulle decisioni che riguardano l'intero settore turistico.
Antonio Ilardi, presidente di Federalberghi Salerno, ha rimarcato gli effetti negativi dell’aumento della tassa sui turisti, con il rischio di un calo delle presenze in città, che potrebbe influire sulle prenotazioni future. Ilardi ha auspicato una ripresa del dialogo con la futura amministrazione comunale per arrivare a soluzioni più equilibrate. Ha ricordato come, in passato, il confronto con la precedente giunta e l’assessore al Turismo fosse costruttivo, permettendo di correlare meglio l’imposta agli effettivi servizi offerti.
Le associazioni coinvolte hanno ribadito il loro impegno nella tutela dei diritti degli operatori del settore e continuano a seguire da vicino l’evolversi della situazione, difendendo gli interessi delle famiglie e delle imprese della ricettività colpite dal provvedimento. La vicenda ora resta nelle mani del TAR, che fornirà un verdetto che potrebbe segnare una svolta per la gestione dell’imposta di soggiorno a Salerno.
Salerno, il rincaro della tassa di soggiorno sbarca al TAR
La questione relativa all'aumento della tassa di soggiorno a Salerno verrà discussa dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Salerno, che deciderà se confermare o meno il provvedimento in vigore dal primo giugno scorso. Questo incremento, stabilito dal commissario straordinario del Comune, ha sollevato proteste da parte delle associazioni di categoria che hanno deciso di ricorrere legalmente contro la decisione. Tra i firmatari del ricorso figurano Abbac, Ecstra, Fenailp e Fiavet Campania Basilicata.Secondo Agostino Ingenito, presidente di Abbac, l'avvocato amministrativista Pasquale D'Angiolillo è stato incaricato di rappresentare le istanze delle associazioni davanti al TAR. Ingenito ha evidenziato alcune criticità legate al provvedimento, come la mancata consultazione delle categorie interessate e l’assenza di un piano chiaro sull’impiego del maggior gettito derivante dalla tassa. Ha ribadito che l’imposta di soggiorno dovrebbe essere uno strumento volto a migliorare i servizi e l'accoglienza turistica, e non un semplice mezzo per generare ulteriori entrate per il Comune.
Ingenito ha inoltre sottolineato i disagi causati dall'immediata applicazione delle nuove tariffe, che stanno creando difficoltà organizzative, amministrative ed economiche per le strutture ricettive. Queste difficoltà potrebbero ripercuotersi sui rapporti con gli ospiti e sulla competitività turistica della città. L'associazione Abbac ha espresso fiducia nel giudizio del TAR, auspicando maggiore trasparenza e un confronto aperto sulle decisioni che riguardano l'intero settore turistico.
Antonio Ilardi, presidente di Federalberghi Salerno, ha rimarcato gli effetti negativi dell’aumento della tassa sui turisti, con il rischio di un calo delle presenze in città, che potrebbe influire sulle prenotazioni future. Ilardi ha auspicato una ripresa del dialogo con la futura amministrazione comunale per arrivare a soluzioni più equilibrate. Ha ricordato come, in passato, il confronto con la precedente giunta e l’assessore al Turismo fosse costruttivo, permettendo di correlare meglio l’imposta agli effettivi servizi offerti.
Le associazioni coinvolte hanno ribadito il loro impegno nella tutela dei diritti degli operatori del settore e continuano a seguire da vicino l’evolversi della situazione, difendendo gli interessi delle famiglie e delle imprese della ricettività colpite dal provvedimento. La vicenda ora resta nelle mani del TAR, che fornirà un verdetto che potrebbe segnare una svolta per la gestione dell’imposta di soggiorno a Salerno.

