Stipendi pubblici e pensioni 2026: taglio Irpef, rivalutazione assegni, arretrati e stop alle pensioni anticipate. Tutte le novità per statali e pensionati.
Stipendi statali e pensioni 2026: aumenti, arretrati e stop alle pensioni anticipate
Nel 2026 arrivano novità importanti per dipendenti pubblici e pensionati. La nuova legge di Bilancio interviene su Irpef, previdenza e Tfr, ridisegnando chi guadagna di più e chi vedrà solo piccoli benefici.
La seconda aliquota Irpef scende dal 35% al 33% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro, fascia che include la maggioranza degli statali. Tra riduzione fiscale e detassazione del salario accessorio, gli aumenti annui possono arrivare fino a circa 600 euro lordi, con benefici maggiori per chi percepisce straordinari, premi e indennità.
Arriva la rivalutazione degli assegni con un incremento stabile di 20 euro sulle pensioni minime. Alcuni pensionati riceveranno anche arretrati a febbraio a causa dei ritardi nei calcoli INPS, con aumenti cumulati che possono superare qualche centinaio di euro. Tuttavia, Quota 103 e Opzione donna vengono eliminate e dal 2027 scatta un aumento graduale dell’età pensionabile: +1 mese nel 2027, +2 mesi nel 2028, fino ai 67 anni e 3 mesi già calendarizzati.
I dipendenti pubblici dovranno pianificare meglio la fine carriera, considerando il bonus per chi rinvia la pensione. Cresce anche l’attenzione alla previdenza integrativa, con tetto di deducibilità dei versamenti più alto e nuova gestione del Tfr tramite “silenzio-assenso”, che finirà automaticamente in un fondo pensione se non scelto entro 60 giorni. Per i giovani lavoratori, la pensione futura dipenderà sempre più da un mix tra sistema pubblico selettivo e previdenza integrativa con vantaggi fiscali e rischi di mercato.

