Undici ultras della Cavese sono stati condannati a due anni e quattro mesi di reclusione per i disordini avvenuti il 29 settembre 2024 a Cava de’ Tirreni, poco prima dell’incontro con il Latina Calcio 1932. La sentenza è stata pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Nocera Inferiore, Federico Noschese, al termine dei riti abbreviati come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
L’inchiesta, coordinata dalla Digos e dal commissariato di polizia di Cava de’ Tirreni, ha ricostruito quanto accaduto nelle ore precedenti alla gara. Secondo gli atti, almeno sessanta persone si sarebbero radunate lungo il percorso dei pullman che trasportavano i sostenitori della squadra ospite, con l’intento di intercettarli prima dell’arrivo allo stadio. Il dispositivo di ordine pubblico predisposto dalle forze dell’ordine avrebbe impedito il contatto diretto tra le tifoserie.
A quel punto, stando alla ricostruzione investigativa, un gruppo di ultras locali, vestiti in modo uniforme e con il volto coperto, avrebbe iniziato a lanciare oggetti contro il cordone di polizia schierato in strada. Tra il materiale scagliato figurano bastoni, bottiglie di vetro, pietre e fumogeni, oltre a una bomba carta esplosa a breve distanza dagli agenti. L’azione, durata alcuni minuti, avrebbe generato momenti di forte tensione, costringendo anche alcuni cittadini a ripararsi all’interno di un’area parcheggio nelle vicinanze.
Le zone interessate dagli scontri sono state Corso Mazzini, viale Romano e via Marconi. Le forze dell’ordine hanno temporaneamente interdetto l’accesso alle strade limitrofe, riportando la situazione sotto controllo e disperdendo il gruppo. La partita si è poi svolta regolarmente nel pomeriggio.
Determinante per l’identificazione degli imputati è stato il lavoro della polizia giudiziaria, supportato dall’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Secondo gli investigatori, il gruppo complessivo di tifosi presenti in città quel giorno sarebbe stato composto da oltre 500 persone. Con il deposito delle motivazioni sarà possibile conoscere nel dettaglio il percorso argomentativo seguito dal Tribunale in relazione alle singole condotte contestate. Per gli imputati resta aperta la possibilità di ricorrere in appello.
Scontri prima di Cavese-Latina, ultras condannati
Il giudice ha riconosciuto agli imputati le attenuanti generiche, ritenute equivalenti alle aggravanti contestate. Per tre di loro è intervenuta anche l’assoluzione in relazione ad alcune imputazioni specifiche, tra cui la resistenza a pubblico ufficiale e la violazione del Daspo. Le motivazioni saranno depositate entro sessanta giorni. La difesa degli imputati è stata rappresentata dall’avvocato Mario Secondino.L’inchiesta, coordinata dalla Digos e dal commissariato di polizia di Cava de’ Tirreni, ha ricostruito quanto accaduto nelle ore precedenti alla gara. Secondo gli atti, almeno sessanta persone si sarebbero radunate lungo il percorso dei pullman che trasportavano i sostenitori della squadra ospite, con l’intento di intercettarli prima dell’arrivo allo stadio. Il dispositivo di ordine pubblico predisposto dalle forze dell’ordine avrebbe impedito il contatto diretto tra le tifoserie.
A quel punto, stando alla ricostruzione investigativa, un gruppo di ultras locali, vestiti in modo uniforme e con il volto coperto, avrebbe iniziato a lanciare oggetti contro il cordone di polizia schierato in strada. Tra il materiale scagliato figurano bastoni, bottiglie di vetro, pietre e fumogeni, oltre a una bomba carta esplosa a breve distanza dagli agenti. L’azione, durata alcuni minuti, avrebbe generato momenti di forte tensione, costringendo anche alcuni cittadini a ripararsi all’interno di un’area parcheggio nelle vicinanze.
Le zone interessate dagli scontri sono state Corso Mazzini, viale Romano e via Marconi. Le forze dell’ordine hanno temporaneamente interdetto l’accesso alle strade limitrofe, riportando la situazione sotto controllo e disperdendo il gruppo. La partita si è poi svolta regolarmente nel pomeriggio.
Determinante per l’identificazione degli imputati è stato il lavoro della polizia giudiziaria, supportato dall’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Secondo gli investigatori, il gruppo complessivo di tifosi presenti in città quel giorno sarebbe stato composto da oltre 500 persone. Con il deposito delle motivazioni sarà possibile conoscere nel dettaglio il percorso argomentativo seguito dal Tribunale in relazione alle singole condotte contestate. Per gli imputati resta aperta la possibilità di ricorrere in appello.

