Domenica alle ore 15 lo stadio Dirceu sarà teatro del big match del campionato di Eccellenza campana – girone B. La gara tra Ebolitana e Apice rappresenta uno snodo cruciale per la classifica e richiama grande attenzione in città. Non si tratta soltanto di una partita importante sotto il profilo sportivo. La vigilia è stata infatti segnata da tensioni e polemiche che hanno acceso il dibattito anche al di fuori del rettangolo di gioco.
Il comunicato degli ultras JEVULE 1925
A intervenire pubblicamente è stato il gruppo ultras JEVULE 1925, che ha diffuso un comunicato ufficiale indirizzato al sindaco Mario Conte. Nel testo, i tifosi contestano la rimozione di striscioni e locandine affissi per invitare la cittadinanza a sostenere la squadra.
Nel messaggio si sottolinea come la città di Eboli sia chiamata quotidianamente ad affrontare problematiche ben più rilevanti, dal decoro urbano ai servizi pubblici, fino alle opportunità per i giovani e agli spazi di aggregazione. Gli ultras rivendicano il proprio ruolo, affermando che la tifoseria non può essere considerata degrado, ma piuttosto espressione di passione, identità e senso di comunità.
“Passione e impegno volontario per la città”
Nel comunicato viene evidenziato che il sostegno alla squadra nasce da un impegno volontario e autofinanziato, con l’obiettivo di supportare una realtà sportiva che rappresenta Eboli dentro e fuori dai confini cittadini.
Il gruppo chiede rispetto e maggiore attenzione verso le reali difficoltà dei cittadini, ribadendo però la volontà di continuare a sostenere l’Ebolitana con orgoglio e attaccamento ai colori sociali.
Una partita che va oltre il calcio
La sfida tra Ebolitana e Apice non sarà dunque soltanto un confronto di alta classifica. L’atmosfera che si respira alla vigilia dimostra come il calcio, in questo caso, sia anche specchio delle dinamiche sociali e civiche del territorio.
Domenica al Dirceu si giocherà una gara decisiva per il campionato, ma sarà anche una giornata dal forte valore simbolico per l’intera comunità ebolitana.

