A Sapri si apre un nuovo fronte di polemica sulla gestione della Polizia Municipale e sui criteri adottati per l’attribuzione degli incarichi apicali come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Al centro della vicenda vi sarebbe una nota sindacale interna dalla quale emergerebbe un presunto orientamento dell’amministrazione comunale a valutare, come parametro determinante per la nomina del vicecomandante dei vigili urbani, il numero di sanzioni elevate dagli agenti.
A intervenire formalmente è stato il capogruppo dell’opposizione consiliare, Emanuele Vita, che ha presentato una richiesta di accesso agli atti al Comune per acquisire la nota e verificarne il contenuto. Contestualmente, Vita ha trasmesso una segnalazione, tramite posta elettronica certificata, alla Prefettura e all’Autorità nazionale anticorruzione, sollecitando controlli sulla legittimità del documento e sulla sua conformità alle normative vigenti, oltre a eventuali iniziative di competenza.
Secondo quanto evidenziato dalla minoranza, l’eventuale utilizzo del numero di sanzioni come criterio premiale potrebbe incidere sull’imparzialità dell’azione amministrativa. In particolare, viene sottolineato il rischio che l’attività di accertamento e controllo della Polizia Municipale possa essere condizionata da logiche di carriera, trasformando le multe da strumento di tutela della sicurezza e del rispetto delle regole a mezzo di incentivazione individuale.
L’opposizione evidenzia come un simile meccanismo potrebbe alterare la neutralità operativa degli agenti, spingendoli verso un’applicazione rigida e quantitativa delle sanzioni, con possibili ricadute nei rapporti tra cittadini e istituzioni locali. Viene inoltre richiamato il tema della prevenzione della corruzione e dei sistemi di incentivazione nella pubblica amministrazione, ritenendo che criteri basati esclusivamente su dati numerici possano presentare profili di criticità sotto il profilo della trasparenza e dell’equità.
Al momento non sono noti i destinatari diretti del provvedimento né le modalità con cui l’eventuale parametro sarebbe stato applicato. Proprio per questo, la richiesta di accesso agli atti punta a fare chiarezza sull’intero procedimento, sui presupposti giuridici e sugli atti propedeutici alla scelta del vicecomandante della Polizia Locale.
Ora si attendono le risposte formali da parte del Comune di Sapri, chiamato a fornire la documentazione richiesta, e gli eventuali riscontri della Prefettura e dell’Anac, che dovranno valutare se la nota sindacale e i criteri ipotizzati siano compatibili con i principi di buon andamento, imparzialità e legalità dell’azione amministrativa. Una vicenda che, nelle prossime settimane, potrebbe avere sviluppi sul piano istituzionale e politico.
Al centro della vicenda vi sarebbe una nota sindacale interna dalla quale emergerebbe un presunto orientamento dell’amministrazione comunale a valutare, come parametro determinante per la nomina del vicecomandante dei vigili urbani, il numero di sanzioni elevate dagli agenti.
Sapri, presunte promozioni per chi fa più multe
Un’impostazione che, se confermata, collegherebbe in modo diretto l’avanzamento di carriera all’attività sanzionatoria, facendo coincidere l’accesso a ruoli di maggiore responsabilità con la quantità di verbali redatti. La documentazione in questione non risulta pubblicata sull’albo pretorio o sul sito istituzionale dell’ente, trattandosi di un atto interno, ma il suo contenuto ha comunque sollevato reazioni immediate sul piano politico e sindacale.A intervenire formalmente è stato il capogruppo dell’opposizione consiliare, Emanuele Vita, che ha presentato una richiesta di accesso agli atti al Comune per acquisire la nota e verificarne il contenuto. Contestualmente, Vita ha trasmesso una segnalazione, tramite posta elettronica certificata, alla Prefettura e all’Autorità nazionale anticorruzione, sollecitando controlli sulla legittimità del documento e sulla sua conformità alle normative vigenti, oltre a eventuali iniziative di competenza.
Secondo quanto evidenziato dalla minoranza, l’eventuale utilizzo del numero di sanzioni come criterio premiale potrebbe incidere sull’imparzialità dell’azione amministrativa. In particolare, viene sottolineato il rischio che l’attività di accertamento e controllo della Polizia Municipale possa essere condizionata da logiche di carriera, trasformando le multe da strumento di tutela della sicurezza e del rispetto delle regole a mezzo di incentivazione individuale.
L’opposizione evidenzia come un simile meccanismo potrebbe alterare la neutralità operativa degli agenti, spingendoli verso un’applicazione rigida e quantitativa delle sanzioni, con possibili ricadute nei rapporti tra cittadini e istituzioni locali. Viene inoltre richiamato il tema della prevenzione della corruzione e dei sistemi di incentivazione nella pubblica amministrazione, ritenendo che criteri basati esclusivamente su dati numerici possano presentare profili di criticità sotto il profilo della trasparenza e dell’equità.
Al momento non sono noti i destinatari diretti del provvedimento né le modalità con cui l’eventuale parametro sarebbe stato applicato. Proprio per questo, la richiesta di accesso agli atti punta a fare chiarezza sull’intero procedimento, sui presupposti giuridici e sugli atti propedeutici alla scelta del vicecomandante della Polizia Locale.
Ora si attendono le risposte formali da parte del Comune di Sapri, chiamato a fornire la documentazione richiesta, e gli eventuali riscontri della Prefettura e dell’Anac, che dovranno valutare se la nota sindacale e i criteri ipotizzati siano compatibili con i principi di buon andamento, imparzialità e legalità dell’azione amministrativa. Una vicenda che, nelle prossime settimane, potrebbe avere sviluppi sul piano istituzionale e politico.

