Una paralisi amministrativa senza precedenti rischia di travolgere il comparto della sanità privata accreditata in Campania, lasciando migliaia di pazienti oncologici senza terapie. A sei mesi dall'insediamento della nuova giunta regionale a Palazzo Santa Lucia, il passaggio di consegne ha generato un blocco della programmazione economica.
Dopo lo stato di agitazione indetto dalle case di cura private, adesso sono le dodici strutture territoriali specializzate in radioterapia ad annunciare la sospensione immediata delle prestazioni in convenzione con il Servizio sanitario regionale come riportato da Il Mattino.
Dalla Regione Campania si tenta di gettare acqua sul fuoco, assicurando che gli uffici tecnici hanno appena concluso l'esame dei bilanci consuntivi delle varie Asl e che i decreti con i budget di spesa verranno licenziati a stretto giro. Resta tuttavia l'incognita dei tempi tecnici di attuazione, che rischiano di innescare una pioggia di ricorsi giudiziari. Sullo sfondo rimane aperta anche la partita della teleradiologia all'interno delle strutture carcerarie, con il Sindacato nazionale radiologi che preme per l'adozione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale omogeneo in linea con i parametri dell'Istituto Superiore di Sanità.
Dopo lo stato di agitazione indetto dalle case di cura private, adesso sono le dodici strutture territoriali specializzate in radioterapia ad annunciare la sospensione immediata delle prestazioni in convenzione con il Servizio sanitario regionale come riportato da Il Mattino.
Sanità campana, nei centri di radioterapia a rischio le cure per malati di tumore
I centri convenzionati operano in una condizione di totale incertezza finanziaria: a oggi mancano i contratti formali e la definizione dei tetti di spesa, costringendo i laboratori a erogare trattamenti ad alto costo basandosi su proroghe provvisorie e stanziamenti legati all'anno precedente, già rivelatisi ampiamente insufficienti. Il leader dell'associazione di categoria, Bruno Accarino, ha lanciato l'allarme evidenziando l'impossibilità di coprire i pesanti costi di gestione e i salari del personale medico senza adeguate coperture giuridiche. Una crisi speculare sta investendo anche i presidi per la dialisi, un altro settore dove le prestazioni non sono differibili.Dalla Regione Campania si tenta di gettare acqua sul fuoco, assicurando che gli uffici tecnici hanno appena concluso l'esame dei bilanci consuntivi delle varie Asl e che i decreti con i budget di spesa verranno licenziati a stretto giro. Resta tuttavia l'incognita dei tempi tecnici di attuazione, che rischiano di innescare una pioggia di ricorsi giudiziari. Sullo sfondo rimane aperta anche la partita della teleradiologia all'interno delle strutture carcerarie, con il Sindacato nazionale radiologi che preme per l'adozione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale omogeneo in linea con i parametri dell'Istituto Superiore di Sanità.

