L'inizio della stagione calda riaccende le storiche e feroci tensioni legate al divertimento notturno nel Cilento. Come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino, nel comune di Agropoli la convivenza tra i residenti e il popolo della notte è giunta a un punto di non ritorno, culminando in un bizzarro quanto emblematico episodio di cronaca che testimonia l'esasperazione degli abitanti.
I residenti del comune cilentano, esasperati dall'inquinamento acustico e impossibilitati a riposare, hanno risposto con una pioggia di esposti, denunce e continue segnalazioni notturne alle forze dell'ordine, costrette a intensificare i controlli sui limiti dei decibel.
A surriscaldare gli animi ha contribuito in modo decisivo l'ultimo provvedimento firmato dall'amministrazione comunale di Agropoli. La nuova ordinanza sindacale ha infatti prolungato gli orari per le emissioni sonore fino al prossimo 30 settembre, consentendo la diffusione di musica all'aperto fino all'1:30 e nei locali al chiuso fino alle 2:00.
La decisione ha incassato il plauso dei commercianti ma ha scatenato la rabbia dei cittadini. Il picco della tensione si è registrato nei giorni scorsi quando un inquilino esasperato, prima ancora che scattasse l'orario di stop imposto dal Comune, ha imbracciato una pompa da giardino dal proprio balcone e ha letteralmente bagnato i clienti seduti ai tavoli di un locale sottostante. Sul posto sono dovute intervenire le pattuglie delle forze dell'ordine per sedare la rissa e valutare eventuali violazioni acustiche da parte dell'attività o denunce per l'aggressione subita dagli avventori.
Il caso di via Patella mette a nudo il classico cortocircuito delle città balneari. Da una parte vi è la necessità economica di sostenere il commercio e il turismo giovanile durante la breve stagione estiva; dall'altra il diritto fondamentale alla salute e al sonno di chi ad Agropoli risiede stabilmente e deve svegliarsi all'alba per lavorare. Una mediazione salomonica da parte del Comune appare al momento lontana, mentre l'estate è solo alle battute iniziali.
Agropoli, esplode la guerra della movida in via Patella
Se negli anni scorsi le zone calde della discordia erano concentrate nei pressi di piazza della Mercanzia e via Mazzini, quest'estate la movida si è spostata ufficialmente in via Filippo Patella. La storica strada d'accesso al borgo antico, ormai ribattezzata la "via del food" per la massiccia presenza di attività gastronomiche e bar, ha stravolto i ritmi del quartiere con un fitto programma stagionale di dj set e concerti di musica dal vivo.I residenti del comune cilentano, esasperati dall'inquinamento acustico e impossibilitati a riposare, hanno risposto con una pioggia di esposti, denunce e continue segnalazioni notturne alle forze dell'ordine, costrette a intensificare i controlli sui limiti dei decibel.
A surriscaldare gli animi ha contribuito in modo decisivo l'ultimo provvedimento firmato dall'amministrazione comunale di Agropoli. La nuova ordinanza sindacale ha infatti prolungato gli orari per le emissioni sonore fino al prossimo 30 settembre, consentendo la diffusione di musica all'aperto fino all'1:30 e nei locali al chiuso fino alle 2:00.
La decisione ha incassato il plauso dei commercianti ma ha scatenato la rabbia dei cittadini. Il picco della tensione si è registrato nei giorni scorsi quando un inquilino esasperato, prima ancora che scattasse l'orario di stop imposto dal Comune, ha imbracciato una pompa da giardino dal proprio balcone e ha letteralmente bagnato i clienti seduti ai tavoli di un locale sottostante. Sul posto sono dovute intervenire le pattuglie delle forze dell'ordine per sedare la rissa e valutare eventuali violazioni acustiche da parte dell'attività o denunce per l'aggressione subita dagli avventori.
Il caso di via Patella mette a nudo il classico cortocircuito delle città balneari. Da una parte vi è la necessità economica di sostenere il commercio e il turismo giovanile durante la breve stagione estiva; dall'altra il diritto fondamentale alla salute e al sonno di chi ad Agropoli risiede stabilmente e deve svegliarsi all'alba per lavorare. Una mediazione salomonica da parte del Comune appare al momento lontana, mentre l'estate è solo alle battute iniziali.

