Un raid notturno ha sconvolto il canile di Pagani, gestito dai volontari dell’associazione Zampa Amica. Nella notte del 13 agosto, un uomo si sarebbe introdotto nella struttura provocando danni, seminando il panico tra gli animali e portando via una pitbull di nome Laila, poi ritrovata dai Carabinieri in gravi condizioni.
Secondo quanto denunciato dai volontari, l’intruso avrebbe utilizzato una spranga di ferro e avrebbe forzato l’accesso al rifugio dopo aver smontato una cuccia destinata ai gatti della colonia.
Danni alla struttura e cani liberati dai recinti
Per riuscire a entrare, l’uomo avrebbe smantellato la cuccia dei gatti, servendosi della base in legno come appoggio per scavalcare la recinzione.
Una volta all’interno, avrebbe aperto alcuni cancelli dei recinti, lasciando diversi cani liberi nella struttura. All’alba, i volontari si sono trovati davanti a una situazione di forte pericolo, con gli animali spaventati e in movimento all’interno del rifugio.
Solo il caso avrebbe evitato conseguenze ancora più gravi, soprattutto se fossero stati aperti anche i box dei cani più territoriali.
Laila portata via e poi ritrovata ferita
La parte più drammatica dell’episodio riguarda Laila, una pitbull ospite del canile.
Secondo la ricostruzione dei volontari, la cagnolina sarebbe stata afferrata con forza e lanciata oltre il cancello principale, prima di essere portata via.
La coordinatrice del rifugio si è recata subito alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani per sporgere denuncia. Dopo alcune ore di ricerche, i militari sono riusciti a rintracciare e recuperare l’animale.
Laila è stata ritrovata visibilmente traumatizzata, con ferite cutanee, denti rotti e dolori diffusi, compatibili con percosse subite durante le ore della scomparsa.
Volontari sotto choc
L’incursione ha lasciato conseguenze anche sugli altri animali ospitati nel rifugio. Diversi cani, soprattutto quelli più anziani e fragili, sarebbero rimasti terrorizzati dopo il passaggio dell’uomo all’interno della struttura.
Per i volontari di Zampa Amica si tratta di un episodio gravissimo, che riaccende l’attenzione non solo sulla tutela degli animali, ma anche sulla sicurezza dei rifugi.
Il nodo delle risorse
L’associazione denuncia da tempo le difficoltà economiche con cui è costretta a operare. Il canile, che si occupa anche di gattini e animali in stallo temporaneo, sopravvive con una quota minima di circa 1,50 euro al giorno per ogni cane ospitato.
Una cifra ritenuta insufficiente per coprire le spese quotidiane, costringendo spesso i volontari a intervenire personalmente per garantire cibo, cure e gestione della struttura.
La mancanza di risorse pesa anche sulla possibilità di installare sistemi di videosorveglianza, recinzioni più sicure o ulteriori strumenti di protezione.
Indagini in corso
I Carabinieri stanno lavorando per identificare formalmente il responsabile del raid e chiarire ogni dettaglio dell’accaduto.
Nel frattempo, resta lo sgomento dei volontari e della comunità animalista per una vicenda che ha colpito un luogo nato per proteggere animali già fragili, trasformandolo per una notte in uno scenario di paura e violenza.

