Si è chiuso con un nulla di fatto il maxiprocesso sulle carriere accademiche manipolate presso l'ateneo di Fisciano come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il terzo collegio del Tribunale di Nocera Inferiore ha infatti decretato la prescrizione dei reati per 33 persone, tra cui figuravano numerosi studenti e i loro genitori. I giudici hanno escluso le circostanze aggravanti per le accuse di falso materiale e accesso abusivo a sistema informatico, formalizzando il non luogo a procedere per gli imputati, difesi tra gli altri dai legali Massimo Autieri, Franco Esposito, Alfonso Esposito e Giuseppe Annunziata.
Uno dei due avrebbe sfruttato le proprie credenziali d'accesso per registrare nel database esami fantasma e finti diplomi di laurea, ottenendo in cambio utilità economiche, come ricariche telefoniche. Il secondo impiegato avrebbe fatto da intermediario, indirizzando i ragazzi e le famiglie che cercavano non solo scorciatoie per il titolo, ma anche consistenti sconti illegittimi sulle tasse universitarie.
Sebbene le trenta lauree ottenute illecitamente siano state definitivamente annullate dall'università, il procedimento penale a carico delle famiglie si arena per decorrenza dei termini, mentre resta in piedi l'iter giudiziario a carico dei due ex dipendenti.
Il terzo collegio del Tribunale di Nocera Inferiore ha infatti decretato la prescrizione dei reati per 33 persone, tra cui figuravano numerosi studenti e i loro genitori. I giudici hanno escluso le circostanze aggravanti per le accuse di falso materiale e accesso abusivo a sistema informatico, formalizzando il non luogo a procedere per gli imputati, difesi tra gli altri dai legali Massimo Autieri, Franco Esposito, Alfonso Esposito e Giuseppe Annunziata.
Fisciano, finti diplomi e tasse azzerate: la prescrizione cancella le colpe
La colossale indagine, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura, era scaturita anni fa da una denuncia dell'allora rettore dell'università salernitana, insospettito dalle anomalie riscontrate nelle iscrizioni di due finti iscritti alla facoltà di Medicina. Secondo l'impianto accusatorio, gli illeciti commessi tra il 2015 e il 2018 ruotavano attorno alle figure di due ex dipendenti amministrativi dell'ateneo (la cui posizione è stata stralciata in un separato faldone per corruzione).Uno dei due avrebbe sfruttato le proprie credenziali d'accesso per registrare nel database esami fantasma e finti diplomi di laurea, ottenendo in cambio utilità economiche, come ricariche telefoniche. Il secondo impiegato avrebbe fatto da intermediario, indirizzando i ragazzi e le famiglie che cercavano non solo scorciatoie per il titolo, ma anche consistenti sconti illegittimi sulle tasse universitarie.
Sebbene le trenta lauree ottenute illecitamente siano state definitivamente annullate dall'università, il procedimento penale a carico delle famiglie si arena per decorrenza dei termini, mentre resta in piedi l'iter giudiziario a carico dei due ex dipendenti.

