San Matteo, Pontificale nel Duomo gremito: Iannone apre all’ipotesi di una visita di Papa Leone a Salerno

Il Duomo di Salerno gremito di fedeli, le statue dei Santi esposte alla venerazione e una celebrazione che ha unito fede, identità cittadina e riflessione. La mattinata del 21 settembre, giorno dedicato a San Matteo Apostolo ed Evangelista, ha avuto il suo momento centrale nel Solenne Pontificale delle ore 11, presieduto da monsignor Filippo Iannone, Prefetto del Dicastero per i Vescovi. La celebrazione era inserita nel programma ufficiale predisposto dall’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino
A concelebrare erano presenti l’arcivescovo metropolita Andrea Bellandi, l’arcivescovo emerito Luigi Moretti, il vescovo eletto di Terni-Narni-Amelia Alfonso Raimo, il vescovo di Teggiano-Policastro Antonio De Luca e numerosi sacerdoti del clero salernitano.
Il Duomo pieno già prima della celebrazione
La Cattedrale ha iniziato a riempirsi molto prima dell’inizio della funzione. Davanti alla statua di San Matteo, collocata nella cappella della Pentecoste, numerosi fedeli hanno acceso candele e sostato in preghiera.
Accanto al Patrono erano esposte anche le statue di San Giuseppe, San Gregorio VII, San Gaio, Sant’Ante e San Fortunato, destinate poi a percorrere in serata le strade cittadine durante la tradizionale processione.
Tra le autorità presenti figuravano il sindaco Vincenzo De Luca, il prefetto Francesco Esposito e rappresentanti delle istituzioni civili e militari. La presenza del primo cittadino al Pontificale è stata registrata anche dalle cronache della giornata.
Bellandi: San Matteo parte dell’identità di Salerno
Nel saluto iniziale, monsignor Andrea Bellandi ha richiamato il profondo rapporto che lega la città al suo Patrono, ricordando come l’immagine di San Matteo sia presente anche nel gonfalone cittadino.
Già nei giorni precedenti l’arcivescovo aveva definito la festa patronale un momento identitario capace di coinvolgere non soltanto la comunità ecclesiale, ma l’intero tessuto cittadino.
Iannone racconta la chiamata di Matteo
L’omelia di monsignor Iannone si è concentrata sull’episodio evangelico della chiamata del pubblicano Matteo. Il punto centrale della riflessione è stato l’incontro con Cristo come origine di una gioia e di una speranza capaci di resistere anche alle difficoltà.
Iannone ha ricordato come Matteo abbia scelto di seguire Gesù nonostante i propri limiti e le incertezze, preferendo la speranza al pessimismo. Nell’omelia è tornato anche il tema della misericordia: riconoscere le proprie fragilità, secondo il presule, significa lasciare aperta la possibilità del cambiamento e del perdono.
L’ipotesi di una visita di Papa Leone a Salerno
Uno dei passaggi destinati a suscitare maggiore attenzione è arrivato a margine della celebrazione. Parlando con i giornalisti, monsignor Iannone ha affrontato anche la possibilità di una futura visita di Papa Leone a Salerno.
Il Prefetto del Dicastero per i Vescovi, che ha lavorato a stretto contatto con il Pontefice, ha ricordato l’importanza religiosa della città, custode delle reliquie di San Matteo e della tomba di Papa Gregorio VII, affermando di ritenere plausibile che Salerno possa in futuro accogliere il Santo Padre.
Non si tratta, al momento, di una visita annunciata o inserita in un calendario ufficiale. L’auspicio era stato espresso nei giorni precedenti anche dall’arcivescovo Bellandi, che aveva evocato la possibilità di vedere Papa Leone a Salerno in un futuro non lontano.
L’invito al dialogo e alla convivenza
Iannone ha inoltre espresso apprezzamento per la devozione dei salernitani verso San Matteo, paragonandola al rapporto dei napoletani con San Gennaro, e ha auspicato per la città una crescita fondata sul confronto sereno.
Il Pontificale ha rappresentato così il cuore religioso della giornata, prima della processione pomeridiana che ha portato San Matteo e gli altri Santi Patroni tra le strade del centro di Salerno.




