San Matteo 2026, Salerno si stringe attorno al Patrono: De Luca e Bellandi richiamano il senso di comunità

Una città raccolta attorno al proprio Patrono, tra devozione religiosa, tradizioni e partecipazione popolare. La giornata di San Matteo 2026 ha richiamato nel centro di Salerno migliaia di persone, con una presenza particolarmente numerosa lungo l’intero percorso della processione. Tra le autorità hanno partecipato l’arcivescovo Andrea Bellandi e il sindaco Vincenzo De Luca, tornato quest’anno alle celebrazioni nella veste di primo cittadino. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino
Il corteo ha attraversato alcuni dei luoghi simbolo della città, accompagnato dagli applausi dei fedeli e da una partecipazione che ha caratterizzato l’intero pomeriggio fino al rientro delle statue in Cattedrale.
De Luca tra la folla: "Tanti giovani hanno ritrovato l’orgoglio di essere salernitani"
De Luca è arrivato al Duomo poco prima della partenza della processione, indossando la fascia tricolore. Accanto al sindaco erano presenti il prefetto Francesco Esposito, il questore Olimpia Abbate, i vertici delle forze dell’ordine e numerosi rappresentanti dell’amministrazione comunale.
Durante una delle soste del corteo, il primo cittadino ha sottolineato innanzitutto il carattere religioso della ricorrenza, soffermandosi poi sulla partecipazione della città e, in particolare, dei più giovani.
De Luca ha parlato di un sentimento di commozione nel vedere tanti ragazzi e ragazze presenti alla processione, interpretando questa partecipazione come un segnale di rinnovato attaccamento alla città. Il sindaco ha inoltre collegato la presenza delle nuove generazioni alla necessità di creare per loro maggiori opportunità di vita e di lavoro a Salerno.
Un percorso di quasi tre chilometri
La processione è partita dalla Cattedrale intorno alle 18.15 e si è conclusa quasi quattro ore dopo.
Il percorso, lungo circa tre chilometri, ha attraversato il centro storico e alcune delle principali piazze cittadine. Tra le tappe più significative Piazza Portanova, Piazza Cavour, dove è stata impartita la benedizione verso il mare, Palazzo di Città e Largo Campo.
Proprio nel cuore del centro storico la presenza dei fedeli ha reso particolarmente lento il passaggio delle statue, accompagnate lungo tutto l’itinerario dalle tradizionali paranze.
Il momento conclusivo è arrivato con il ritorno al Duomo e la salita finale dei portatori verso l’ingresso della Cattedrale.
Bellandi: "Il senso di famiglia dovrebbe accompagnarci ogni giorno"
Al termine della processione, l’arcivescovo Andrea Bellandi ha rivolto il tradizionale saluto alla città dalla Cattedrale.
Nel suo intervento ha richiamato il senso di appartenenza sperimentato durante la festa, auspicando che quella stessa capacità di sentirsi parte di una comunità possa essere mantenuta anche nella vita quotidiana.
Bellandi ha ringraziato volontari, operatori dell’assistenza, portatori e famiglie che hanno contribuito all’organizzazione della processione, sottolineando il ruolo di chi ha lavorato affinché il corteo potesse svolgersi regolarmente.
L’appello alla pace e alla dignità delle persone
L’arcivescovo ha allargato poi la riflessione ai temi della pace, della giustizia sociale e della dignità della persona.
Nel suo messaggio ha invitato a non considerare mai violenza e armi come strumenti capaci di risolvere i conflitti tra le persone, richiamando anche questioni come il lavoro, il diritto alla casa, la tutela dei più fragili e la necessità di offrire ai giovani una prospettiva di speranza.
La conclusione, accolta dagli applausi dei presenti, è stata affidata a poche parole rivolte contemporaneamente al Patrono e alla città: "Viva San Matteo, viva Salerno".




