Scoppia subito la bufera politica a Salerno dopo l'annuncio ufficiale della nuova squadra di governo cittadino. I consiglieri comunali di Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Salerno Democratica, eletti a sostegno dello sfidante Franco Massimo Lanocita, hanno firmato un durissimo documento congiunto contro le scelte del riconfermato sindaco, demolendo la narrazione della "svolta" amministrativa e preannunciando una linea di totale fermezza tra i banchi della minoranza.
Secondo i firmatari della nota, la scelta sarebbe la conseguenza di una debolezza politica, legata al fatto che il sindaco avrebbe ottenuto meno preferenze rispetto al peso complessivo delle sue liste civiche.
L'affondo delle minoranze si concentra poi sulla ripartizione delle specifiche deleghe, giudicata inadeguata e specchio di una gestione accentratrice, evidenziando il mantenimento del Bilancio direttamente nelle mani del capo dell'amministrazione come un tentativo di controllare capillarmente ogni spesa.
Forti perplessità vengono sollevate sull'istituzione della delega alla medicina territoriale e prevenzione, affidata a chi viene ritenuto politicamente responsabile del depauperamento della sanità locale – tra cui la perdita di case e ospedali di comunità e i disagi al Ruggi –, così come sull'assessorato allo Sport, settore già ampiamente criticato in passato. Sul piano dei diritti, infine, l'opposizione stigmatizza la scomparsa della figura della vicesindaca donna e la totale assenza di una delega alle Pari Opportunità, considerata una grave retromarcia culturale rispetto alle moderne sfide di genere.
Salerno, le opposizioni bocciano la nuova Giunta di De Luca
Al centro della contestazione c'è la decisione del primo cittadino di confermare la quasi totalità della compagine uscente, una mossa che secondo le opposizioni smentisce clamorosamente le promesse fatte durante i comizi. I rappresentanti della coalizione di sinistra e pentastellata sottolineano il paradosso di un sindaco che, dopo aver dipinto in campagna elettorale una città in forte declino e bisognosa di un cambio di rotta, ha poi blindato il 90 per cento degli assessori precedenti in nome del consenso ricevuto, lasciando di fatto al loro posto i responsabili delle storiche criticità del territorio: dalle carenze sul fronte della nettezza urbana e della cura del verde pubblico, fino al caos della mobilità, alla scarsa accoglienza turistica e all'assenza di politiche abitative ed economiche per trattenere i giovani.Secondo i firmatari della nota, la scelta sarebbe la conseguenza di una debolezza politica, legata al fatto che il sindaco avrebbe ottenuto meno preferenze rispetto al peso complessivo delle sue liste civiche.
L'affondo delle minoranze si concentra poi sulla ripartizione delle specifiche deleghe, giudicata inadeguata e specchio di una gestione accentratrice, evidenziando il mantenimento del Bilancio direttamente nelle mani del capo dell'amministrazione come un tentativo di controllare capillarmente ogni spesa.
Forti perplessità vengono sollevate sull'istituzione della delega alla medicina territoriale e prevenzione, affidata a chi viene ritenuto politicamente responsabile del depauperamento della sanità locale – tra cui la perdita di case e ospedali di comunità e i disagi al Ruggi –, così come sull'assessorato allo Sport, settore già ampiamente criticato in passato. Sul piano dei diritti, infine, l'opposizione stigmatizza la scomparsa della figura della vicesindaca donna e la totale assenza di una delega alle Pari Opportunità, considerata una grave retromarcia culturale rispetto alle moderne sfide di genere.

