Cronaca

Lavorano e hanno tre buste paga in regola, ma nessuno affitta loro casa: l'appello della Caritas di Salerno per tre giovani africani

Martina Francione
Lavorano e hanno tre buste paga in regola, ma nessuno affitta loro casa: l'appello della Caritas di Salerno per tre giovani africani

Hanno un'occupazione regolare, percepiscono uno stipendio e possono contare persino sulla disponibilità della Caritas Diocesana di Salerno a garantire per loro. Eppure, tre giovani africani non riescono a trovare un appartamento in affitto in città. A denunciare le difficoltà incontrate dai ragazzi è proprio la Caritas, che attraverso un appello pubblico richiama l'attenzione sulle discriminazioni e sui pregiudizi che possono ostacolare il percorso di autonomia delle persone straniere, anche quando hanno raggiunto una stabilità lavorativa.

Salerno, lavorano ma nessuno affitta loro casa: l'appello della Caritas di Salerno per tre giovani africani

Il problema, secondo quanto raccontato dalla Caritas Diocesana, non riguarda la mancanza di garanzie economiche. I tre giovani dispongono di contratti di lavoro regolari e possono documentare il proprio reddito attraverso le buste paga. Lavorano sul territorio salernitano e cercano semplicemente un'abitazione da condividere, sostenendo regolarmente le spese dell'affitto.

Per agevolare la ricerca, la stessa organizzazione ecclesiale si è resa disponibile a intervenire come garante, offrendo un'ulteriore rassicurazione ai proprietari degli immobili. Nonostante queste condizioni, le trattative per trovare un appartamento si interromperebbero sistematicamente quando viene comunicata la nazionalità o l'origine dei potenziali inquilini. Una situazione che, secondo la Caritas, si ripete ormai da settimane e che sta impedendo ai tre lavoratori di completare il proprio percorso di indipendenza abitativa.

Prima gli appartamenti disponibili, poi le scuse: «La casa è stata appena affittata»

Nel comunicato diffuso dalla Caritas viene descritto un meccanismo ricorrente nelle telefonate effettuate per rispondere agli annunci immobiliari. Inizialmente, i contatti con i proprietari o con chi gestisce le locazioni sembrano procedere regolarmente. Le garanzie lavorative vengono illustrate e viene comunicata anche la disponibilità dell'organizzazione a sostenere la richiesta.

La situazione cambierebbe però nel momento in cui viene chiarito che l'appartamento è destinato a tre giovani africani, attualmente ospiti della Caritas. A quel punto, secondo quanto riferito, arriverebbero risposte differenti: immobili improvvisamente non più disponibili, proprietari intenzionati a vendere anziché affittare oppure preferenze per altre categorie di inquilini. La Caritas interpreta questa successione di rifiuti come il segnale di una diffidenza legata all'origine dei ragazzi, pur in presenza di garanzie economiche e contrattuali. 

Il paradosso dell'integrazione 

La vicenda solleva una questione che va oltre la ricerca di un singolo appartamento e riguarda le difficoltà di accesso al mercato immobiliare per i cittadini stranieri. Nel suo intervento, la Caritas evidenzia la contraddizione tra la richiesta rivolta alle persone immigrate di inserirsi nel mondo del lavoro e gli ostacoli che possono incontrare una volta raggiunto questo obiettivo.

I tre giovani, sottolinea l'organizzazione, hanno un impiego, rispettano le regole e contribuiscono all'economia locale. Eppure, nonostante i requisiti economici richiesti per una locazione, continuano a non trovare una sistemazione abitativa.

Il rischio denunciato è che il percorso di integrazione rimanga incompleto proprio nel momento in cui le persone potrebbero iniziare a vivere autonomamente, senza dipendere dalle strutture di accoglienza. La disponibilità di una casa rappresenterebbe infatti un passaggio fondamentale per consentire ai ragazzi di costruire una quotidianità indipendente, sostenuta dal proprio lavoro.

L'appello della Caritas di Salerno: «Non chiediamo favori, solo una casa regolarmente pagata»

Attraverso il comunicato, la Caritas Diocesana si rivolge direttamente ai proprietari di immobili disponibili per la locazione a Salerno, chiedendo di valutare le richieste dei tre giovani sulla base delle loro effettive condizioni lavorative ed economiche.

L'organizzazione chiarisce che non si tratta di un'iniziativa finalizzata a ottenere alloggi gratuiti o forme particolari di assistenza. «Non stiamo chiedendo favori, regali o beneficenza a fondo perduto. Chiediamo solo una casa in affitto, regolarmente pagata», si legge nell'appello.

La richiesta è quella di trovare un proprietario disposto ad affittare un'abitazione ai tre lavoratori, superando eventuali diffidenze legate alla loro provenienza. Un appello che la Caritas accompagna con una riflessione sul significato concreto dell'accoglienza: offrire opportunità lavorative e favorire l'integrazione non basta, se poi l'accesso a una casa continua a rappresentare un ostacolo.

«Noi siamo qui. I ragazzi pure. Con le loro chiavi ancora da trovare», conclude l'organizzazione, nella speranza che la mobilitazione possa finalmente consentire ai tre giovani di trovare un'abitazione a Salerno.

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