Il Salernitano segna un cambio di passo decisivo: la scuola torna protagonista nella vita dei ragazzi e i dati del 2025 parlano chiaro. La percentuale di studenti delle superiori che interrompono gli studi è scesa al 6,9%, un livello storico per la provincia, ampiamente sotto la soglia del 10% indicata dal Pnrr e in netta discesa rispetto al 2022, quando superava ancora il 10%. Le statistiche, elaborate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Invalsi, confermano un’inversione di tendenza radicale.
Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado la dispersione è ormai marginale: solo l’1,17% nella primaria e l’1,96% nella secondaria di primo grado. Il modello salernitano punta sulla prevenzione: monitoraggi costanti, colloqui con le famiglie e interventi immediati sui casi di assenze prolungate hanno permesso di ridurre drasticamente il fenomeno. Alle superiori il 6,9% complessivo si suddivide in 4,79% di frequenza irregolare, 1,37% di assenze gravissime e 0,74% di studenti completamente fermi.
La strategia non si limita agli abbandoni conclamati: si concentra anche sulla cosiddetta “zona grigia”, la frequenza a singhiozzo. Nel 2025 sono state attivate 396 contestazioni per mancato rispetto dell’obbligo scolastico, con segnalazioni ai sensi dell’articolo 570 ter del Codice penale. L’approccio combina fermezza normativa e prevenzione educativa, rafforzando la responsabilità delle famiglie e consolidando i progressi raggiunti.
A sostenere il risultato è stata una strategia finanziaria e organizzativa integrata. La Fase 2 di Agenda Sud ha coinvolto 96 scuole del territorio con circa 10 milioni di euro destinati a tutoraggio, orientamento e didattica personalizzata. Ogni istituto ha potuto ricevere fino a 100 mila euro, con interventi distribuiti tra Angri, Scafati, Sarno, Agropoli, Mercato San Severino e il Vallo di Diano. L’obiettivo: rafforzare il sistema educativo su tutto il territorio, dai centri urbani ai comuni interni, creando un modello di scuola capace di recuperare studenti e garantire continuità formativa.
Salerno, la scuola come antidoto all’abbandono
Il riscontro più evidente riguarda gli studenti recuperati: quasi 1.700 giovani hanno ripreso la frequenza regolare dopo periodi di assenze prolungate. Nel biennio delle superiori, gli studenti con assenze superiori al 50% si sono ridotti da 578 nel 2022 a 285 nel 2025. Anche chi aveva una presenza irregolare, tra il 25% e il 50% delle assenze, è calato da 1.398 a 1.000 alunni. In totale oltre 690 ragazzi hanno riconquistato la continuità educativa, tornando a vivere la scuola come punto centrale della loro formazione quotidiana.Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado la dispersione è ormai marginale: solo l’1,17% nella primaria e l’1,96% nella secondaria di primo grado. Il modello salernitano punta sulla prevenzione: monitoraggi costanti, colloqui con le famiglie e interventi immediati sui casi di assenze prolungate hanno permesso di ridurre drasticamente il fenomeno. Alle superiori il 6,9% complessivo si suddivide in 4,79% di frequenza irregolare, 1,37% di assenze gravissime e 0,74% di studenti completamente fermi.
La strategia non si limita agli abbandoni conclamati: si concentra anche sulla cosiddetta “zona grigia”, la frequenza a singhiozzo. Nel 2025 sono state attivate 396 contestazioni per mancato rispetto dell’obbligo scolastico, con segnalazioni ai sensi dell’articolo 570 ter del Codice penale. L’approccio combina fermezza normativa e prevenzione educativa, rafforzando la responsabilità delle famiglie e consolidando i progressi raggiunti.
A sostenere il risultato è stata una strategia finanziaria e organizzativa integrata. La Fase 2 di Agenda Sud ha coinvolto 96 scuole del territorio con circa 10 milioni di euro destinati a tutoraggio, orientamento e didattica personalizzata. Ogni istituto ha potuto ricevere fino a 100 mila euro, con interventi distribuiti tra Angri, Scafati, Sarno, Agropoli, Mercato San Severino e il Vallo di Diano. L’obiettivo: rafforzare il sistema educativo su tutto il territorio, dai centri urbani ai comuni interni, creando un modello di scuola capace di recuperare studenti e garantire continuità formativa.

