La Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026 continua a non essere disponibile, nonostante le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che prevedevano il suo avvio entro febbraio. Il ritardo accumulato segue una serie di slittamenti, dai primi annunci di ottobre e novembre fino a inizio anno, e ad oggi la piattaforma non risulta ancora attiva né è stata comunicata una data certa per l’accredito dei voucher.
È importante precisare che per i precari si tratta di un nuovo diritto di accesso e non di una diminuzione, mentre la riduzione riguarda solo i docenti di ruolo. Si tratta dunque di una scelta contabile legata a risorse invariate, non di un conflitto tra categorie di insegnanti.
Recentemente il ministro Valditara ha parlato di ulteriori 270 milioni provenienti da fondi europei. Tuttavia, queste risorse non vanno confusi con il budget della Carta del Docente: i 270 milioni sono destinati alle scuole per acquisto di pc, libri, materiali, gestione amministrativa e attività formative organizzate dagli istituti. Non saranno accreditati direttamente agli insegnanti e non influiscono sull’importo individuale della Carta.
Il rinvio è legato a questioni tecniche e amministrative: l’estensione ai precari richiede un decreto interministeriale che definisca importo e beneficiari. I passaggi ancora in corso includono:
Carta del Docente 2026: ritardi e riduzione dell’importo
Oltre al ritardo, cresce l’incertezza sull’importo individuale. La somma complessiva destinata alla Carta resta pari a 441 milioni di euro, ma quest’anno la platea dei beneficiari si amplia ai precari con contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto, oltre ai docenti di ruolo. L’effetto è immediato: le risorse disponibili devono essere suddivise tra un numero maggiore di insegnanti, con una riduzione stimata del budget individuale da 500 a circa 390-400 euro.È importante precisare che per i precari si tratta di un nuovo diritto di accesso e non di una diminuzione, mentre la riduzione riguarda solo i docenti di ruolo. Si tratta dunque di una scelta contabile legata a risorse invariate, non di un conflitto tra categorie di insegnanti.
Recentemente il ministro Valditara ha parlato di ulteriori 270 milioni provenienti da fondi europei. Tuttavia, queste risorse non vanno confusi con il budget della Carta del Docente: i 270 milioni sono destinati alle scuole per acquisto di pc, libri, materiali, gestione amministrativa e attività formative organizzate dagli istituti. Non saranno accreditati direttamente agli insegnanti e non influiscono sull’importo individuale della Carta.
Il rinvio è legato a questioni tecniche e amministrative: l’estensione ai precari richiede un decreto interministeriale che definisca importo e beneficiari. I passaggi ancora in corso includono:
- calcolo esatto dei nuovi beneficiari (oltre un milione di docenti);
- autorizzazione del Ministero dell’Economia;
- adeguamento tecnico della piattaforma digitale.
Cosa devono fare i docenti
Non sono richiesti adempimenti immediati, ma è consigliato:- monitorare il sito ufficiale della Carta del Docente;
- verificare comunicazioni del Ministero e dell’istituto di appartenenza;
- conservare ricevute e documentazione delle spese sostenute;
- seguire aggiornamenti sull’importo definitivo e modalità di utilizzo.

