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Redazione Occhio Notizie08/04/2022

Frode fiscale sui metalli preziosi, la sede operativa a Salerno

Frode fiscale sui metalli preziosi: la sede operativa era a Salerno. Passa per il salernitano l'inchiesta dei militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Arezzo che si è concretizzata ieri nell'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di beni e di disponibilità finanziarie per un valore superiore ai 10 milioni di euro, pari al profitto del reato di una imponente frode fiscale.

Frode fiscale sui metalli preziosi, la sede a Salerno

Sono nove le persone indagate.  Gli investigatori delle fiamme gialle hanno individuato un'organizzazione, con base operativa ad Arezzo, dedita alla frode fiscale, realizzata mediante l'evasione dell'Iva derivante dalla compravendita di metalli preziosi, per un giro d'affari di circa 100 milioni di euro, all'autoriciclaggio dei proventi illecitamente accumulati. Il meccanismo fraudolento - si legge in una nota della Guardia di Finanza - rispondeva allo schema dell'interposizione fittizia di soggetti economici strumentali nel circuito commerciale (cosiddette società “cartiere”) sviluppato mediante vorticosi scambi intercorsi fra tre società, con sede in Toscana (Arezzo), Campania (Salerno) e Lombardia (Milano), le quali, in soli 4 anni (2018-2021), hanno ceduto ingenti quantitativi di metalli preziosi, in particolare, oro e palladio, ricorrendo a false fatturazioni. Proprio il ruolo svolto da una “società cartiera”, localizzata nella provincia di Salerno, è risultato strategico per la complessiva riuscita del sistema fraudolento poiché sulla stessa è stato convogliato l'ingente debito tributario procurato dalla frode fiscale. L'individuazione della società è stata resa possibile dall'analisi di molteplici risultanze investigative di rilievo: la stessa, solo formalmente amministrata da un prestanome ma di fatto gestita dai vertici dell'organizzazione è, infatti, priva di una sede operativa e di personale dipendente, non ha presentato bilanci o dichiarazioni dei redditi a decorrere dal 2014, non è iscritta all'albo degli operatori professionali in oro della Banca d'Italia e non è titolare di alcun rapporto bancario sul quale ricevere ed effettuare i pagamenti delle fatture milionarie.

I sequestri

Sono stati sequestrati ben 12 kg di metalli e di oltre 30.000 euro in contanti, in modo da ottenere elementi di prova delle illecite transazioni poste in essere. Di rilievo un sequestro svolto nello scorso maggio, quando l'autovettura di uno dei membri dell'organizzazione è stata pedinata lungo il tratto autostradale da Arezzo a Milano, grazie all'utilizzo di rilevatori satellitari. Alle porte di Milano, è scattata la perquisizione del veicolo e del suo conducente. Sono stati così rinvenuti e sequestrati due cilindri di palladio, del peso di 8,5 chilogrammi, per un valore di circa 700.000 euro, trasportati senza documentazione giustificativa dell'origine. Complessivamente, sono state "tracciate" e ricostruite ulteriori 13 "consegne" di metalli preziosi "in nero", che non hanno trovato alcun riscontro nella contabilità e che avvenivano, di solito, presso svincoli autostradali in località sempre differenti. L'autorità giudiziaria ha emesso un provvedimento cautelare sui beni riconducibili a 8 soggetti indagati, tra amministratori di fatto, "corrieri" e semplici "prestanome", ritenuti partecipi, a vario titolo, di un sodalizio criminale, con la contestazione dei reati di associazione per delinquere, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed "autoriciclaggio" del profitto illecitamente conseguito. Il provvedimento cautelare ha interessato beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie delle persone fisiche e giuridiche sottoposte ad indagini ed ha avuto ad oggetto, nello specifico, immobili ad uso abitativo o industriale, ubicati nelle province di Arezzo, Grosseto, Caserta, Milano, Piacenza e Roma, ma anche auto d'epoca e moto di grossa cilindrata, oltre a diversi rapporti finanziari.
#Salerno

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