Nella giornata odierna, venerdì 5 giugno, a Salerno, si è svolta la celebrazione, a livello provinciale, del 212° annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, istituita quale “Corpo dei Carabinieri Reali” con le "Regie Patenti" del 1814.
La giornata celebrativa ha avuto inizio presso il Comando Provinciale ove si è tenuta in forma solenne una cerimonia interna di commemorazione dei Carabinieri Claudio PEZZUTO e Fortunato ARENA, Medaglie d’Oro al Valor Militare, alla memoria, brutalmente assassinati il 12 febbraio 1992, in piazza Giuseppe Garibaldi di Pontecagnano Faiano (SA), nel corso di un conflitto a fuoco con due criminali. Nella circostanza, il Comandante Provinciale, Col. Filippo MELCHIORRE, ha deposto un omaggio floreale ai piedi delle lapidi marmoree poste all’ingresso della caserma intitolata alla memoria dei due Carabinieri caduti nell’adempimento del dovere. Le celebrazioni sono continuate nel tardo pomeriggio con la cerimonia militare presso il “Lido del Carabiniere” dove, per l’occasione, è stato schierato un Reparto di formazione, in armi, composto anche da Comandanti di Stazione e da una rappresentanza dei Reparti dell’Organizzazione Speciale presenti della Provinciale di Salerno.
Nel corso della cerimonia, il Col. Filippo MELCHIORRE, dopo aver reso gli onori ai caduti ed aver dato lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’ordine del giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha consegnato le ricompense di “Encomi” concessi ai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno che si sono particolarmente distinti in delicate operazioni di polizia e pubblico soccorso. Pertanto, sono stati premiati il Ten. Col. Rosario BSILE, Magg. Antonio CORVINO, Cap. Filippo D’ALU’, Lgt. C.S. Alfonso CASTAGNA, Lgt. C.S. Andrea ARCANGELI, Mar. Magg. Cosimo PISPERO, Mar. Ca. Domenico PUCAR, Mar. Ca. Giancarlo GHIRELLI, Mar. Ca. Carmine BARILE, Mar. Ca. Simone Alfonso GENEROSO, Mar. Ca. Roberto DE CHIARA, Mar. Ca. Mariacristina D’ARIENZO, Mar. Ca. Francesco GALLO, Mar. Ca. Giuseppe MIANO, Mar. Ca. Gabriele D’ANGELO, Mar. Ca. Bianca LANDI, Mar. Ca. Anselmo COMUNALE, Mar. Ord. Vincenzo RAIOLA, Mar. Ord. Domingo PETROCELLI, Brig. Ca. Q.S. Emanuele APRILE, Brig. Antonio FUNICELLI, V. Brig. Ivano MASTRANDREA, App. Sc. Q.S. Francesco CIRILLO, App. Sc. Q.S. Davide Giuseppe MEOLA, App. Sc. Q.S. Davide CESARANO, App. Sc. Stefano SCHEMBARI, Car. Sc. Mattia TULLO, Car. Sc. Luca MANNELLA.
Nel suo discorso, dopo il saluto alle autorità e agli ospiti presenti e l’illustrazione dei principali dati operativi, il Col. Melchiorre, ha voluto porre al centro del proprio intervento, il concetto di etica della responsabilità, definendolo il principio cardine dell’operato di ogni Carabiniere e la bussola che orienta quotidianamente l’azione dell’Arma.
«Al centro dell’operato di ogni Carabiniere vi è l’etica della responsabilità, intesa come bussola quotidiana dell’agire», non si tratta di una formula astratta, ma di un principio concreto che implica la capacità di assumersi il peso delle decisioni, soprattutto nei momenti più complessi, operando sempre con equilibrio, rispetto e senso del limite, nella consapevolezza che ogni intervento produce effetti reali sulla vita delle persone.
Da tale principio discende una visione fondata sulla cultura dell’essere, che deve prevalere su quella dell’apparire. In un contesto sociale caratterizzato dalla rapidità della comunicazione e dalla ricerca della visibilità immediata, l’Arma continua a fondare la propria azione sui valori della sostanza, del servizio e dei risultati concreti. Non la ricerca del consenso, ma la costruzione costante della fiducia dei cittadini rappresenta l’obiettivo primario dell’istituzione. Nel suo intervento il Col. Melchiorre ha inoltre evidenziato come essere Carabinieri significhi anzitutto essere credibili. Una credibilità che nasce dalla coerenza tra parole e fatti, tra l’agire indossando l’uniforme e il comportamento nella vita privata.
«Si è Carabinieri sempre», ha ricordato, evidenziando come la fiducia della collettività si costruisca nel tempo attraverso gesti concreti, professionalità e costanza. Particolare rilievo è stato attribuito al valore della presenza sul territorio, elemento distintivo dell’azione dell’Arma. Un’attività che non si esaurisce nella funzione repressiva, ma che si sviluppa attraverso la conoscenza diretta delle comunità, delle dinamiche sociali ed economiche e delle situazioni di fragilità nelle quali più facilmente possono insinuarsi fenomeni di illegalità. Nel corso del discorso è stato inoltre richiamato il ruolo fondamentale delle famiglie dei Carabinieri, considerate una componente essenziale della serenità personale e professionale del personale in uniforme. La famiglia è stata definita un presidio fondamentale della società, luogo di crescita, educazione al rispetto e prevenzione delle condotte violente. In tale contesto si inserisce l’impegno dell’Arma nella tutela delle persone più vulnerabili e nel contrasto alla violenza domestica, attraverso un’azione costante volta a garantire sicurezza, protezione e vicinanza alle vittime. Tra le missioni affidate all’Arma trova spazio anche la tutela dell’ambiente e della biodiversità. Attraverso la protezione dei parchi, delle foreste e delle aree naturali, i Carabinieri contribuiscono alla salvaguardia del patrimonio ambientale nazionale, interpretando tale impegno come una responsabilità nei confronti delle future generazioni.
Il Colonnello ha poi sottolineato come la sicurezza sia il risultato di una collaborazione istituzionale ampia e continuativa. La sinergia tra Prefetture, Magistratura, Forze di Polizia, Forze Armate, ed enti locali e del terzo settore costituisce infatti un elemento imprescindibile per la tutela della legalità e per la protezione efficace dei cittadini. Nel concludere il proprio intervento, il Col. Melchiorre ha ribadito come la fiducia dei cittadini rappresenti il bene più prezioso per l’Arma dei Carabinieri. Una fiducia che nasce dalla trasparenza, dalla correttezza, dalla capacità di ascolto e dalla vicinanza concreta alle persone. Il Carabiniere è spesso il primo interlocutore di chi vive una situazione di difficoltà o necessita di protezione, ed è proprio nella qualità di questo rapporto umano che si misura il valore del servizio reso alla collettività. «L’Arma dei Carabinieri è nata per ascoltare, difendere e per camminare al fianco di ogni cittadino».
Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità provinciali, numerose e diverse autorità civili, militari e religiose della Provincia di Salerno, i familiari dei militari dell’Arma “vittime del dovere”, i Sindaci con i Gonfaloni degli Enti territoriali, nonché i Labari delle Sezioni e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.
Salerno, oggi si è svolta la celebrazione del 212° annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri
Nella giornata odierna, venerdì 5 giugno, a Salerno, si è svolta la celebrazione, a livello provinciale, del 212° annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, istituita quale “Corpo dei Carabinieri Reali” con le "Regie Patenti" del 1814.La giornata celebrativa ha avuto inizio presso il Comando Provinciale ove si è tenuta in forma solenne una cerimonia interna di commemorazione dei Carabinieri Claudio PEZZUTO e Fortunato ARENA, Medaglie d’Oro al Valor Militare, alla memoria, brutalmente assassinati il 12 febbraio 1992, in piazza Giuseppe Garibaldi di Pontecagnano Faiano (SA), nel corso di un conflitto a fuoco con due criminali. Nella circostanza, il Comandante Provinciale, Col. Filippo MELCHIORRE, ha deposto un omaggio floreale ai piedi delle lapidi marmoree poste all’ingresso della caserma intitolata alla memoria dei due Carabinieri caduti nell’adempimento del dovere. Le celebrazioni sono continuate nel tardo pomeriggio con la cerimonia militare presso il “Lido del Carabiniere” dove, per l’occasione, è stato schierato un Reparto di formazione, in armi, composto anche da Comandanti di Stazione e da una rappresentanza dei Reparti dell’Organizzazione Speciale presenti della Provinciale di Salerno.
Nel corso della cerimonia, il Col. Filippo MELCHIORRE, dopo aver reso gli onori ai caduti ed aver dato lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’ordine del giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha consegnato le ricompense di “Encomi” concessi ai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno che si sono particolarmente distinti in delicate operazioni di polizia e pubblico soccorso. Pertanto, sono stati premiati il Ten. Col. Rosario BSILE, Magg. Antonio CORVINO, Cap. Filippo D’ALU’, Lgt. C.S. Alfonso CASTAGNA, Lgt. C.S. Andrea ARCANGELI, Mar. Magg. Cosimo PISPERO, Mar. Ca. Domenico PUCAR, Mar. Ca. Giancarlo GHIRELLI, Mar. Ca. Carmine BARILE, Mar. Ca. Simone Alfonso GENEROSO, Mar. Ca. Roberto DE CHIARA, Mar. Ca. Mariacristina D’ARIENZO, Mar. Ca. Francesco GALLO, Mar. Ca. Giuseppe MIANO, Mar. Ca. Gabriele D’ANGELO, Mar. Ca. Bianca LANDI, Mar. Ca. Anselmo COMUNALE, Mar. Ord. Vincenzo RAIOLA, Mar. Ord. Domingo PETROCELLI, Brig. Ca. Q.S. Emanuele APRILE, Brig. Antonio FUNICELLI, V. Brig. Ivano MASTRANDREA, App. Sc. Q.S. Francesco CIRILLO, App. Sc. Q.S. Davide Giuseppe MEOLA, App. Sc. Q.S. Davide CESARANO, App. Sc. Stefano SCHEMBARI, Car. Sc. Mattia TULLO, Car. Sc. Luca MANNELLA.
Nel suo discorso, dopo il saluto alle autorità e agli ospiti presenti e l’illustrazione dei principali dati operativi, il Col. Melchiorre, ha voluto porre al centro del proprio intervento, il concetto di etica della responsabilità, definendolo il principio cardine dell’operato di ogni Carabiniere e la bussola che orienta quotidianamente l’azione dell’Arma.
«Al centro dell’operato di ogni Carabiniere vi è l’etica della responsabilità, intesa come bussola quotidiana dell’agire», non si tratta di una formula astratta, ma di un principio concreto che implica la capacità di assumersi il peso delle decisioni, soprattutto nei momenti più complessi, operando sempre con equilibrio, rispetto e senso del limite, nella consapevolezza che ogni intervento produce effetti reali sulla vita delle persone.
Da tale principio discende una visione fondata sulla cultura dell’essere, che deve prevalere su quella dell’apparire. In un contesto sociale caratterizzato dalla rapidità della comunicazione e dalla ricerca della visibilità immediata, l’Arma continua a fondare la propria azione sui valori della sostanza, del servizio e dei risultati concreti. Non la ricerca del consenso, ma la costruzione costante della fiducia dei cittadini rappresenta l’obiettivo primario dell’istituzione. Nel suo intervento il Col. Melchiorre ha inoltre evidenziato come essere Carabinieri significhi anzitutto essere credibili. Una credibilità che nasce dalla coerenza tra parole e fatti, tra l’agire indossando l’uniforme e il comportamento nella vita privata.
«Si è Carabinieri sempre», ha ricordato, evidenziando come la fiducia della collettività si costruisca nel tempo attraverso gesti concreti, professionalità e costanza. Particolare rilievo è stato attribuito al valore della presenza sul territorio, elemento distintivo dell’azione dell’Arma. Un’attività che non si esaurisce nella funzione repressiva, ma che si sviluppa attraverso la conoscenza diretta delle comunità, delle dinamiche sociali ed economiche e delle situazioni di fragilità nelle quali più facilmente possono insinuarsi fenomeni di illegalità. Nel corso del discorso è stato inoltre richiamato il ruolo fondamentale delle famiglie dei Carabinieri, considerate una componente essenziale della serenità personale e professionale del personale in uniforme. La famiglia è stata definita un presidio fondamentale della società, luogo di crescita, educazione al rispetto e prevenzione delle condotte violente. In tale contesto si inserisce l’impegno dell’Arma nella tutela delle persone più vulnerabili e nel contrasto alla violenza domestica, attraverso un’azione costante volta a garantire sicurezza, protezione e vicinanza alle vittime. Tra le missioni affidate all’Arma trova spazio anche la tutela dell’ambiente e della biodiversità. Attraverso la protezione dei parchi, delle foreste e delle aree naturali, i Carabinieri contribuiscono alla salvaguardia del patrimonio ambientale nazionale, interpretando tale impegno come una responsabilità nei confronti delle future generazioni.
Il Colonnello ha poi sottolineato come la sicurezza sia il risultato di una collaborazione istituzionale ampia e continuativa. La sinergia tra Prefetture, Magistratura, Forze di Polizia, Forze Armate, ed enti locali e del terzo settore costituisce infatti un elemento imprescindibile per la tutela della legalità e per la protezione efficace dei cittadini. Nel concludere il proprio intervento, il Col. Melchiorre ha ribadito come la fiducia dei cittadini rappresenti il bene più prezioso per l’Arma dei Carabinieri. Una fiducia che nasce dalla trasparenza, dalla correttezza, dalla capacità di ascolto e dalla vicinanza concreta alle persone. Il Carabiniere è spesso il primo interlocutore di chi vive una situazione di difficoltà o necessita di protezione, ed è proprio nella qualità di questo rapporto umano che si misura il valore del servizio reso alla collettività. «L’Arma dei Carabinieri è nata per ascoltare, difendere e per camminare al fianco di ogni cittadino».
Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità provinciali, numerose e diverse autorità civili, militari e religiose della Provincia di Salerno, i familiari dei militari dell’Arma “vittime del dovere”, i Sindaci con i Gonfaloni degli Enti territoriali, nonché i Labari delle Sezioni e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

