Una proposta pensata per festeggiare l’ultimo giorno di scuola si è trasformata in un episodio di violenza davanti al plesso scolastico di via Marconi, sede del V Istituto Comprensivo di Nocera Inferiore. Una donna è finita al pronto soccorso dopo essere stata aggredita da un’altra madre al termine di una lite nata per motivi banali. La vicenda è avvenuta questa mattina e ha suscitato sconcerto tra le famiglie e nella comunità scolastica.
Nocera Inferiore, lite tra mamme per le merendine di fine anno: donna al pronto soccorso
La donna aggredita è Imma Zinnia, conosciuta anche per il suo impegno nella politica locale. Secondo quanto ricostruito, aveva proposto alle altre famiglie di portare domani, in occasione dell’ultimo giorno dell’anno scolastico, alcune merendine per i bambini, sostenendo personalmente la spesa. Una semplice iniziativa di fine anno che, però, avrebbe generato una discussione poi degenerata all’esterno della scuola.
Nel corso della lite, Imma Zinnia sarebbe stata colpita fisicamente da un’altra madre. Dopo l’episodio, la donna è stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Dall’ospedale, mentre era ancora in attesa degli accertamenti medici, ha affidato ai social il racconto di quanto accaduto.
Lo sfogo sui social
Nel suo messaggio, la donna ha raccontato di essersi ritrovata “a terra sanguinante” per un gesto che, nelle sue intenzioni, nasceva dal cuore. «Quello che mi lascia più amareggiata, però, è altro. Perché i graffi sulla pelle passano, i lividi, le botte e i calci presi, pure. Quello che fa più male è rendersi conto di quanto sia diventato difficile confrontarsi senza rabbia, senza aggressività, senza trasformare una differenza di opinioni in uno scontro» scrive sui social la donna.
«Chiediamo rispetto, ma troppo spesso dimentichiamo di praticarlo. E perdonatemi se, almeno oggi, non me la sento né di capire né di perdonare. Non si tratta di cattiveria, di rancore o di desiderio di rivalsa. Si tratta semplicemente di prendere atto che esistono comportamenti che non dovrebbero mai trovare giustificazione.» ha aggiunto.
«Perché si può discutere, dissentire, perfino arrabbiarsi. Ma alzare le mani su un’altra persona è qualcosa che non riesco ad accettare. Forse il perdono arriverà un giorno. O forse no. Quello che so è che continuerò a credere nell’educazione, nel rispetto e nel dialogo. Proprio perché oggi ho visto cosa succede quando vengono a mancare. E se da questa storia c’è qualcosa che voglio insegnare a mio figlio è che le parole saranno sempre più forti delle mani» ha concluso la donna.

