Scoppia la polemica a Nocera Inferiore sulla gestione dei centri estivi e sull’accesso alle attività da parte dei bambini con bisogni speciali. A intervenire è il direttivo cittadino di Azione, che parla di un fallimento dell’Amministrazione sul piano della programmazione e dell’inclusione.
La presa di posizione arriva dopo la denuncia pubblica, affidata ai social, di un gruppo di mamme di bambini autistici, che hanno segnalato difficoltà legate alla frequentazione dei campi estivi da parte dei propri figli.
Il nodo dei voucher pubblicati in ritardo
Secondo Azione, uno dei primi problemi riguarda i tempi di pubblicazione dei voucher destinati ai centri estivi.
Il provvedimento, sostiene il direttivo cittadino, sarebbe arrivato soltanto a fine luglio, quando le attività erano già partite e diversi Comuni vicini avevano già organizzato il servizio.
Una tempistica che, per il movimento politico, avrebbe creato difficoltà alle famiglie e ridotto la possibilità di programmare in modo efficace la partecipazione dei bambini.
La denuncia delle famiglie dei bambini autistici
Il punto più delicato riguarda però i bambini con autismo. Azione richiama quanto denunciato dalle stesse mamme, ricordando che già lo scorso anno si sarebbero verificati episodi di esclusione o rifiuto.
Proprio per evitare il ripetersi di situazioni simili, le famiglie avrebbero inviato una PEC già nel mese di febbraio, chiedendo garanzie e supporto specialistico adeguato per consentire ai propri figli di partecipare ai centri estivi.
Secondo quanto riferito da Azione, a distanza di cinque mesi non sarebbero però arrivate risposte concrete.
La richiesta di chiarimenti al Comune
Il direttivo cittadino chiama in causa il sindaco, l’assessore alle Politiche Sociali e il presidente della Commissione Politiche Sociali, chiedendo spiegazioni sulle mancate risposte alle famiglie e sulle misure che l’Amministrazione intende adottare.
Per Azione, nessun bambino dovrebbe essere rifiutato o lasciato fuori da un servizio pensato anche per favorire socialità, crescita e partecipazione.
Il messaggio politico è netto: l’inclusione non può restare una dichiarazione di principio, ma deve essere programmata, finanziata e garantita con strumenti concreti.
“Famiglie lasciate sole”
Nella nota, Azione sottolinea che arrivare a fine luglio senza aver dato risposte avrebbe significato lasciare ancora una volta sole le famiglie.
Il movimento allarga poi il campo della critica anche ad altri servizi sociali, chiedendo chiarimenti sui ritardi nell’attivazione del Servizio di Assistenza Domiciliare e delle misure di Welfare Campania.
Inclusione e servizi sociali al centro del confronto
La vicenda riapre il dibattito sulla capacità dell’Ente di programmare in tempo utile servizi rivolti ai minori e alle famiglie, soprattutto quando sono coinvolti bambini con disabilità o bisogni educativi specifici.
Per Azione, la gestione dei centri estivi rappresenta un banco di prova importante per misurare la reale attenzione dell’Amministrazione verso inclusione, welfare e sostegno alle fragilità.

