Otto persone rischiano il rinvio a giudizio per la violenta rissa scoppiata il 1° settembre 2024 ad Angri, in piazza Doria, nei pressi del bar “Ribò”, esercizio estraneo ai fatti. La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha chiuso le indagini e avanzato la richiesta di processo nei confronti degli indagati, originari di Angri e Scafati, ritenuti coinvolti nello scontro armato come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Il bilancio fu di tre feriti, con prognosi di 30, 21 e 10 giorni. Le lesioni riscontrate comprendevano ferite da taglio e contusioni multiple all’addome e al torace. Per alcuni indagati viene contestato anche il tentato omicidio. In particolare, un 22enne di Scafati sarebbe stato accerchiato da quattro persone e colpito ripetutamente alla testa, riportando un politrauma da arma da taglio, trauma cranico e ferite multiple al capo.
L’episodio si caratterizzò per l’uso di armi improprie e oggetti contundenti: coltelli, tirapugni, asce e mazze da baseball, oltre a sedie e tavolini prelevati sul posto. La dinamica ipotizzata dagli investigatori indica che il gruppo proveniente da Angri avrebbe raggiunto l’area con l’intento di affrontare componenti di una famiglia residente a Scafati, configurando una possibile spedizione punitiva. Durante i momenti più concitati, la presenza di famiglie e passanti rese necessario l’allontanamento immediato di uomini, donne e bambini dalla piazza.
All’arrivo dei militari dell’Arma, allertati da numerose telefonate di cittadini, i partecipanti alla rissa si erano già dileguati. L’attività investigativa è stata condotta dai carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore e dalla stazione di Angri, che hanno proceduto all’identificazione dei presunti responsabili anche in assenza di una collaborazione significativa da parte di alcuni testimoni e di parte dei feriti, i quali inizialmente avrebbero negato il coinvolgimento.
Sul piano amministrativo, la Questura ha emesso 13 Daspo urbani nei confronti di altrettanti soggetti, con divieto di accesso alle aree interessate dagli scontri per un periodo compreso tra due e tre anni. Il provvedimento è finalizzato alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza negli spazi cittadini.
Rissa con coltelli e asce in piazza Doria, otto a rischio processo
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, due gruppi contrapposti si affrontarono per ragioni rimaste poco chiare. Le rispettive posizioni sono state delineate attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Per altri soggetti la posizione è stata stralciata.Il bilancio fu di tre feriti, con prognosi di 30, 21 e 10 giorni. Le lesioni riscontrate comprendevano ferite da taglio e contusioni multiple all’addome e al torace. Per alcuni indagati viene contestato anche il tentato omicidio. In particolare, un 22enne di Scafati sarebbe stato accerchiato da quattro persone e colpito ripetutamente alla testa, riportando un politrauma da arma da taglio, trauma cranico e ferite multiple al capo.
L’episodio si caratterizzò per l’uso di armi improprie e oggetti contundenti: coltelli, tirapugni, asce e mazze da baseball, oltre a sedie e tavolini prelevati sul posto. La dinamica ipotizzata dagli investigatori indica che il gruppo proveniente da Angri avrebbe raggiunto l’area con l’intento di affrontare componenti di una famiglia residente a Scafati, configurando una possibile spedizione punitiva. Durante i momenti più concitati, la presenza di famiglie e passanti rese necessario l’allontanamento immediato di uomini, donne e bambini dalla piazza.
All’arrivo dei militari dell’Arma, allertati da numerose telefonate di cittadini, i partecipanti alla rissa si erano già dileguati. L’attività investigativa è stata condotta dai carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore e dalla stazione di Angri, che hanno proceduto all’identificazione dei presunti responsabili anche in assenza di una collaborazione significativa da parte di alcuni testimoni e di parte dei feriti, i quali inizialmente avrebbero negato il coinvolgimento.
Sul piano amministrativo, la Questura ha emesso 13 Daspo urbani nei confronti di altrettanti soggetti, con divieto di accesso alle aree interessate dagli scontri per un periodo compreso tra due e tre anni. Il provvedimento è finalizzato alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza negli spazi cittadini.

