Cronaca

Gori, bollette dell'acqua più care del 10,25% entro il 2027: protestano i comitati di Nocera Inferiore, polemica sul voto del sindaco

Carla CastellanoPubblicato il
Gori, bollette dell'acqua più care del 10,25% entro il 2027: protestano i comitati di Nocera Inferiore, polemica sul voto del sindaco

Nuovi aumenti delle tariffe idriche per gli utenti serviti da Gori. Il piano approvato per il biennio 2026-2027 prevede un incremento del 5% nel primo anno e un ulteriore 5% nel secondo, per una crescita cumulata del 10,25%. Una decisione che ha provocato la reazione della Rete cittadina contro la privatizzazione dell'acqua di Nocera Inferiore, che contesta i rincari e chiama in causa il sindaco Paolo De Maio, accusandolo di aver sostenuto il provvedimento.

La polemica riguarda l'aggiornamento delle tariffe esaminato dal Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano nella seduta del 28 ottobre e successivamente approvato nell'ambito delle determinazioni dell'Ente Idrico Campano.

Aumenti Gori 2026 e 2027: quanto cresceranno le tariffe dell'acqua

Gli adeguamenti stabiliti per Gori prevedono due incrementi consecutivi: il primo del 5% nel 2026, seguito da una seconda variazione della stessa percentuale nel 2027. L'effetto complessivo sarà del 10,25% rispetto al livello tariffario iniziale, poiché il secondo aumento si applica su una base già rivalutata.

L'Ente Idrico Campano ha spiegato che gli aggiornamenti sono stati definiti tenendo conto dell'incremento dei costi energetici e della necessità di garantire gli investimenti per l'ammodernamento delle infrastrutture. Secondo l'ente, le nuove tariffe rappresentano un compromesso tra la sostenibilità economica della gestione e la tutela degli utenti. Una posizione che, tuttavia, non convince i comitati di Nocera Inferiore.

Nocera Inferiore, i comitati contestano il voto del sindaco Paolo De Maio

La Rete cittadina contro la privatizzazione dell'acqua ha espresso una dura critica nei confronti della decisione assunta dal Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano. Secondo quanto denunciato dall'organizzazione, la proposta sarebbe stata approvata con 20 voti favorevoli, compreso quello del sindaco di Nocera Inferiore, Paolo De Maio.

Il comitato contesta al primo cittadino una scelta ritenuta in contrasto con gli impegni assunti all'inizio del mandato sul tema della gestione pubblica dell'acqua. Critiche anche alle modalità della convocazione, avvenuta con urgenza e, secondo gli attivisti, senza un adeguato confronto preventivo con le associazioni, i cittadini e la Rete dei Comuni per l'Acqua Pubblica.

Il gruppo parla di un vero e proprio blitz istituzionale, lamentando una carenza di partecipazione su una decisione destinata a incidere sulle spese delle famiglie.

«Le tariffe sono già troppo alte»: le critiche agli investimenti

Un altro punto della contestazione riguarda la giustificazione economica dei rincari. La Rete sostiene che le tariffe applicate da Gori siano già particolarmente onerose rispetto ad altre realtà della Campania e del Paese.

Gli attivisti ricordano inoltre i finanziamenti pubblici ricevuti dalla società, compresi quelli collegati al PNRR, destinati alla riduzione delle perdite idriche e al miglioramento delle reti fognarie e degli impianti di depurazione. Secondo il comitato, occorre chiarire perché siano necessari ulteriori incrementi a carico degli utenti nonostante le risorse già destinate agli interventi.

L'Ente Idrico Campano sostiene invece che gli adeguamenti siano necessari per preservare la capacità di investimento e assicurare la continuità del servizio.

Acqua pubblica, le tre richieste rivolte al Comune di Nocera Inferiore

La Rete cittadina chiede al sindaco De Maio di assumere iniziative concrete su tre questioni. La prima riguarda il sostegno alla Rete dei Comuni per l'Acqua Pubblica, attraverso provvedimenti e iniziative istituzionali verificabili.

La seconda è la richiesta di riportare sotto il controllo dei Comuni il 51% di Gori, superando l'attuale situazione di gestione commissariale denunciata dal comitato.

Infine, gli attivisti sollecitano l'apertura di un percorso condiviso con gli altri sindaci per riportare il servizio idrico a una gestione interamente pubblica, in vista della scadenza della concessione prevista per il 2032. Si tratta di proposte avanzate dal movimento, sulle quali viene chiesta una presa di posizione ufficiale dell'amministrazione comunale.

Gori, annunciate nuove mobilitazioni contro i rincari

La controversia non si limita alla questione tariffaria, ma riporta al centro del confronto politico il modello di gestione del servizio idrico nel territorio sarnese-vesuviano. La Rete cittadina ha annunciato ulteriori iniziative pubbliche per contestare gli aumenti e promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini alle decisioni sull'acqua.

I comitati chiedono risposte pubbliche e impegni verificabili da parte del sindaco De Maio, mentre resta aperto il confronto tra le esigenze di finanziamento del servizio e le ricadute economiche sulle utenze domestiche e sulle attività produttive.

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